Nuovo DPCM Natale, cosa cambia dal 3 dicembre

Nuovo DPCM Natale, ultimo faccia a faccia tra governo e regioni. Le nuove regole potrebbero valere fino al 10 o 15 gennaio

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Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte (Getty Images)

Un margine ampio, almeno fino a domenica 10 gennaio con la possibilità di allungare fino al 15. Questa è l’idea di massima del governo pronto a varare il nuovo DPCM Natale che deve essere a tutti i costi approvato e firmato entro il 3 dicembre. Ecco perché in questi minuti è in corso un ultimo incontro con le regioni per limare le distanze. Ma in linea di massima le misure sono già state scritte.

Nessuna concessione agli allentamenti nel periodo delle festività anche se nelle prossime settimane molte regioni, se non tutte, potrenbbero finire in area gialla. Ma intanto il coprifuoco rimane fissato alle 22 sia a Natale che a Capodanno. Confermato anche il, fatto che ristoranti, bar e altri locali pubblici nelle regioni gialle chiuderanno alle 18 come è adesso.

Il principio alla base dei provvedimenti è quello di evitare assembramenti anche per evitare l’errore commesso la scorsa estate e del quale stiamo pagando le conseguenze adesso. La Conferenza delle Regioni ha chiesto al governo di autorizzare gli spostamenti fuori dai confini regionali tra zone dallo stesso colore. Potrebbe succedere, ma dopo il 20 dicembre.

pranzo di natale senza glutine
Pranzi e cene natalizie, nessuna deroga (Adobe Stock)

Potrebbe essere prevista un’eccezione che interessa le persone anziane, in particolare i nonni. L’ipotesi secondo le ultime indiscrezioni è quella di permettere ad un familiare insieme al suo nucleo stretto (quindi figli e nipoti) di potersi comunque spostare. Il principio è quello di trascorrere le festività con il genitore o il nonno solo, tornando poi a casa subito.

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Inoltre tutte le regioni del Nord interessate dal turismo invernale (Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e le Province Autonome di Bolzano e Trento) sono coalizzate. Vogliono evitare il default del turismo invernale, con la possibilità di aprire gli impianti di risalita almeno nelle festività natalizie per gli ospiti degli alberghi e delle seconde case. Una proposta che è stata da poco sposata anche dall’Abruzzo.

Il governatore del Veneto, Luca Zaia, spera di trovare un compromesso: “Ho ricordato al governo che se si chiude le piste da sci da noi dovranno farlo anche gli altri Paesi. Il ministro Boccia dice che il Premier sta lavorando perché tutti chiudano, vedremo”.