Allevamenti visoni in Italia. Speranza sospende le attività

Visoni, allevamenti in Italia: possibili focolai Covid? In via precauzionale il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha deciso di sospenderne tutte le attività fino a febbraio

Chiusi in Italia gli allevamenti di visoni fino a febbraio
Visoni (Adobe Stock)

Covid-19: possibili focolai tra i visoni? Il ministro della Salute Roberto Speranza, nel rispetto del principio di massima precauzione, ha deciso di sospendere tutte le attività negli allevamenti italiani dedicati a questa specie animale.

A suscitare apprensione sono soprattutto i fatti della Danimarca dove, a partire dallo scorso giugno, si è osservata una nuova variante di Covid-19, che è passata dall’animale all’uomo. Responsabili di questo “salto” sono stati proprio i visoni.

Casi di contagio si sono registrati, per lo più, nelle regioni settentrionali della Danimarca. Le persone che hanno contratto l’infezione dal nuovo ceppo coronavirus, di origine animale, non hanno sviluppato anticorpi dopo la guarigione. Tutto questo ha destato massima preoccupazione.

Un duro colpo per l’opinione pubblica, per la comunità scientifica ma anche per l’economia, giacché la Danimarca è uno dei paesi più specializzati nell’allevamento di questi piccoli mammiferi dal pelo pregiato.

Per prevenire la diffusione del contagio la Danimarca ha pianificato l’abbattimento di moltissimi esemplari. Le prime soppressioni sono partire già a giugno e si andrà avanti per i prossimi mesi, fino a raggiungere la cifra record di 15 milioni di visoni.

La decisione ha scatenato l’ira delle associazioni animaliste. Su tutte, la Lav si è detta pronta a dare battaglia.

La preoccupazione cresce anche in Italia. Si teme che, tra i visoni, si possano sviluppare nuovi ceppi Covid-19 in grado di infettare l’uomo. Un potenziale rischio per il quale il ministro della Salute, Roberto Speranza, è intervenuto disponendo la chiusura temporanea di tutti allevamenti dedicati a questa specie animale. Lo stop delle attività durerà fino a febbraio.

“Pur essendo il numero degli allevamenti in Italia molto ridotto rispetto ad altri paesi europei – ha detto Speranza – si è valutato di seguire il principio della massima precauzione in osservanza del parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità“.

Alla base della decisione del ministro c’è, quindi, la prudenza. Con la sua ordinanza, Speranza ha aggiunto l’infezione da Sars-Cov2 nell’elenco delle malattie infettive degli animali soggette a provvedimenti sanitari.

Visoni, Speranza: “Con focolai Covid, abbattimenti”

Se ci saranno contagi Covid tra i visoni il Ministro Roberto Speranza annuncia abbattimenti
Il ministro della salute Roberto Speranza (@robersperanza · Personaggio politico)

La linea del ministro è precisa. In caso di necessità si procederà alla soppressione dei visoni. E’ messo nero su bianco nell’ordinanza.

“In caso di sospetta infezione – ha disposto il ministro le autorità locali competenti dispongono il sequestro dell’allevamento, il blocco della movimentazione di animali, liquami, veicoli, attrezzature e l’avvio di una indagine epidemiologica. In caso di conferma della malattia, i visoni dell’allevamento sono sottoposti ad abbattimento“.

L’Italia, insomma, mette le mani avanti e si prepara a gestire anche una simile evenienza. In Grecia, invece, sono stati abbattuti visoni la settimana scorsa, per un totale di 2500 esemplari.

Duro il commento della LavOnlus, da sempre attiva nella difesa dei diritti degli animali. L’associazione definisce come “inutile” l’ordinanza firmata da Speranza.

“Un provvedimento inutile per prevenire la diffusione del contagio del virus Sars-CoV-2 tra i visoni e tra loro all’uomo. Forse al Ministero – ha commentato la Lav – non sanno che ogni anno il ciclo dell’allevamento dei visoni finisce proprio in queste settimane per ricominciare a marzo. Gli allevamenti si fermerebbero comunque in questo periodo. In pratica è come se si fosse vietata la vendita degli ombrelloni da spiaggia, nei mesi invernali”.

L’associazione ha un’idea netta sugli allevamenti dei visoni. Preferirebbe che venissero chiusi anche in Italia. “Dobbiamo seguire l’esempio dei Paesi europei che, già da diversi anni, – ad esempio Regno Unito, Austria e Germania – hanno vietato l’allevamento di visoni e che quindi non hanno problemi di diffusione del virus da queste strutture“.

La Lav lancia l’allarme per il territorio italiano. “Abbiamo già scoperto il coronavirus in allevamenti italiani, ad agosto e a novembre. Abbiamo denunciato violazioni alla minime norme di biosicurezza. Per tutelare animali e salute pubblica, l’unico provvedimento utile da adottare è il definitivo divieto d’allevamento di visoni.

Rischio Covid in allevamenti visoni. Abbattimenti se sarà necessario
Chiusi fino a febbraio gli allevamenti di visoni in Italia (Pixabay)

Non resta che attendere quali saranno i prossimi sviluppi di questa vicenda. La speranza degli animalisti è che non si debba arrivare ad abbattere piccoli esemplari indifesi, sull’esempio della Danimarca.