Covid, rischio terza ondata a gennaio. Oms: “L’Europa si prepari”

Covid, l'Oms invita l' Europa ad organizzarsi per evitare la terza ondata
Nel mondo crescono i numeri della pandemia (Istock)

Covid-19, rischio terza ondata a gennaio? L’Oms avvisa: “L’Europa si attrezzi o arriverà”. Prevista per oggi, a Catanzaro, la conferenza Stato-Regioni per discutere delle restrizioni da adottare a Natale

Covid, l'Oms invita l' Europa ad organizzarsi per evitare la terza ondata
Nel mondo crescono i numeri della pandemia (Istock)

Emergenza Covid-19: cosa ci riserverà il futuro? E’ possibile una terza ondata? Per molti esperti il pericolo è concreto e anche l’Oms sembra essere dello stesso avviso. Il rischio maggiore potrebbe correrlo il Vecchio Continente. L’ Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) lancia un appello accorato: “L’Europa s’attrezzi o arriverà una terza ondata a gennaio”.

Un avvertimento preciso, che spinge le nazioni europee a giocare d’anticipo. La parola d’ordine è prudenza, soprattutto in vista delle prossime festività natalizie. Un rilassamento generale, con conseguente allentamento delle misure restrittive, potrebbe determinare una forte impennata dei contagi, all’inizio del nuovo anno.

Intanto, crescono i numeri della pandemia. Ad oggi, sono circa 58 milioni i contagi nel mondo. I decessi totali, invece, sono 1,37 milioni. Questi sono i dati diffusi dall’università americana John Hopkins. Gli Stati Uniti restano il Paese più colpito, in termini assoluti, dal nuovo coronavirus, con 12 milioni di casi e quasi 256 mila morti. Seguono a ruota Brasile e India.

Ora, però, si guarda con preoccupazione all’Europa. La fine del 2020 s’avvicina e c’è il timore che, il nuovo anno, possa aprirsi con una terza ondata. Un’ipotesi che preoccupa anche l’Italia dove, nonostante si sia registrata una lenta ma chiara decelerazione della curva epidemica, si teme per il futuro prossimo.

L’ Europa, l’estate scorsa, ha abbassato la guardia. Ne è convinto David Nabarro, inviato speciale dell’Oms che, in un’intervista rilasciata ai giornali svizzeri, ha accusato i governi europei di non aver realizzato le infrastrutture necessarie durante l’estate, dopo aver riportato sotto controllo la prima ondata.

Il j’accuse di Nabarro sollecita a correre ai ripari. “Se non si organizza adesso – ha detto riferendosi all’Europa – avremo una terza ondata all’inizio del prossimo anno”. Insomma, non c’è un minuto da perdere.

Inoltre, per allentare le restrizioni, secondo l’inviato dell’Oms, “bisogna aspettare fino a quando i numeri non saranno bassi e si manterranno tali. Invece, in Europa, si sono allentate le maglie dopo l’estate e, ora, i contagi sono di nuovo in aumento. La risposta dell’Europaha concluso Nabarro – è stata incompleta“.

L’Europa poteva e doveva fare di più e meglio? La risposta è sì secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ma sbagliare è umano, perseverare è diabolico. Adesso, bisogna invertire subito la rotta. E’ fondamentale resistere, seppur a denti stretti, almeno fino alla distribuzione del vaccino anti-covid. In Italia, le prime dosi, saranno disponibili già a gennaio 2021. L’ha detto Domenico Arcuri, commissario governativo all’emergenza sanitaria.

Covid, l’Oms parla di terza ondata. L’Italia corre ai ripari

Rischio terza ondata Covid, l'Italia corre ai ripari
Palazzo Chigi si prepara a fronteggiare la terza ondata (Getty Images)

Tutte le nazioni lavorano senza sosta per bloccare la folla corsa del virus. Anche l’Italia corre ai ripari, soprattutto in vista delle prossime festività. Proprio oggi, a Catanzaro, si riunirà la Conferenza Stato-Regioni, per discutere delle nuove restrizioni da adottare per il Natale.

Non sarà un “liberi tutti”. Stando alle prime indiscrezioni, saranno limitate al minimo le occasioni di “socialità allargata”. Non ci saranno né veglionicenoni imponenti. “Sarà un Natale” all’insegna della sobrietà” – ha spiegato il ministro della Salute Roberto Speranza.

Resta l’incognita dello spostamento tra regioni. Forse sarà possibile, ma solo se tutti i territori potranno rientrare nella zona gialla, che è quella con bassa criticità. Limitate, quindi, anche le vacanze sulla neve. Inoltre, non ci saranno i tradizionali mercatini di Natale.

Covid, l'itala corre ai ripari. Sarà un Natale 2020 in sobrietà
Natale 2020 all’insegna della sobrietà (Adobe Stock)

Insomma quello 2020 sarà un Natale in tono dimesso, molto diverso dagli altri. L’invito degli esperti è quello a vivere il tutto con maggiore sobrietà, solo tra pochi intimi. Piccole tavole imbandite, qualche regalo da scambiarsi e tanta speranza nel cuore. Tutti si augurano che questa brutta storia possa finire al più presto. Si guarda al futuro, possibilmente più roseo.