Libero e Anita Mobrici, figli Fabrizio Moro: “Il senso di tutto”

Libero e Anita Mobrici sono i figli e i grandi amori di Fabrizio Moro: “Credo che i miei figli siano il senso di tutto”.

 

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Libero e Anita Mobrici sono i figli nonchè grandi amori di Fabrizio Moro, all’anagrafe Fabrizio Mobrici. Nati dalla storia, oggi finita, con Giada Domenicone, Libero e Anita hanno cambiato la vita del cantautore romano che, diventando padre, ha capito il vero senso della vita.

Libero è ormai un ometto di undicni anni mentre Anita che di anni ne ha sette è una bambina vispa, vivace che chiede spesso al padre di salire sul palco con lui. Nei lineamenti ricordano tantissimo il cantautore romano che ha dato loro due nomi importanti e gli ha dedicato anche alcune delle sue canzoni più belle.

Libero e Anita Mobrici, figli Fabrizio Moro: “Il senso di ogni cosa”

 

 

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Fabrizio Moro e il figlio Libero nella foto che vedete qui in alto scattata in occasione dell’undicesimo compleanno di Libero. Un nome importante quello che il cantautore romano ha scelto di fare al figlio augurandogli di poter essere sempre libero in tutte le sue scelte. Una parola a cui Fabrizio Moro definito poeta della libertà ha tatuata sulla pelle.

A Libero, Fabrizio ha dedicato anche uno dei suoi brani più belli, Filo d’erba, contenuto nell’album Figli di nessuno.

“Filo d’Erba è il brano più ispirato perché parla di mio figlio. È un bambino di dieci anni che mi somiglia molto, soprattutto caratterialmente. Io da piccolo ero un bambino introverso, pauroso e vedo me nei suoi occhi. La separazione dalla mia compagna, sua madre, lo ha distrutto e questo mi ha logorato l’anima. Vederlo soffrire mi ha ispirato in questa canzone”, raccontava Fabrizio nel 2019 ai microfoni di Yahoo.

Ma che tipo di padre è Fabrizio Moro?

“A volte forse troppo severo con i bambini nel tentativo di responsabilizzarli. La paternità è un’esperienza che mi ha fortificato. Nel 2009, quando è nato Libero ero ancora incosciente, ma quando è arrivata Anita, nel 2013, ho acquisito una consapevolezza diversa. Chiedo loro spesso di aiutarmi. Bisogna ripartire da piccole cose tipo apparecchiare la tavola per tornare a essere un Paese bello e civile come lo eravamo negli anni ’60 e ’70”, ha dichiarato a Io donna.

Letteralmente innamorato della figlia Anita, la donna della sua vita a cui ha dedicato un capolavoro assoluto come Portami via, sul perchè ha scelto di chiamare così la sua bambina, sempre ai microfoni di Io Donne, in un’intervista rilasciata nel 2019, diceva:

 

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“Per Anita Garibaldi. Sognavo sin da ragazzino di avere una figlia e identifico in lei la donna ideale. Spero che con la bambina sarà sempre perfetto, perché in realtà non sono un campione nei rapporti con l’altro sesso: non sono mai riuscito ad avere una relazione duratura. A 44 anni ho alle spalle quattro storie importanti dalla durata media di due-tre anni. L’unica eccezione è stata con la madre dei bambini (l’architetto Giada Domenicone, ndr): ora siamo separati, però siamo rimasti assieme otto anni”.