Vaccino anti Covid in Italia: quando arriva e chi lo riceverà

Vaccino anti Covid in Italia: tutti ad interrogarsi sui tempi di arrivo e sulla somministrazione. Ecco una prima risposta

Ufficialmente un vaccino anti-Covid non esiste, ma l’Italia si sta preparando. A fine gennaio, se tutto andrà bene, dovrebbero arrivare 3,4 milioni di dosi di vaccino anti-Covid destinate in primis agli ospedali e alle Rsa. Ma per le altre cosa succederà? Lo svela l’Adnkronos che ha visionato un documento del commissario Domenico Arcuri alle Regioni nel quale svela il piano vaccini.

covid vaccino from pixabay

Nel nostro Paese il primo ad arrivare potrebbe essere quello prodotto dall’americana Pfizer che ha una particolarità. Per la sua piena efficacia deve essere somministrato due volte: quindi 3,4 milioni di dosi accontenteranno 1,7 milioni di persone. Quindi in una prima fase toccherà al governo selezionare i destinatari.

In realtà i calcoli sono già stati fatti. Priorità al personale ospedaliero e alle RSA che sono i due luoghi che rappresentato il primo canale di contagio e diffusione del virus. Esaurite queste categorie, partirà la ca pagna su larga scala, con un occhio di riguardo comunque per le persone con un elevato livello di fragilità”.

Il vaccino prodotto da Pfizer, contrariamente ad esempio a quello della concorrente Moderna, deve essere mantenuto ad una temperatura bassissima. Le fiale quindi potranno essere conservate per un massimo di 15 giorni dalla consegna nelle borse di conservazione del fornitore. Oppure per 6 mesi, quando siano a disposizione celle frigorifere che arrivano ad una temperatura  di -75°C+-15°C”. Ogni fiala di vaccino contiene 5 dosi, da utilizzare al massimo entro 6 ore dall’apertura.

vaccino covid
Vaccino anti Covid, il piano del governo (Getty Images)

Vaccino anti Covid in Italia: le Regioni dovranno individuare le strutture adatte

Nella sua lettera, il commissario Arcuri sollecita le Regioni per cominciare ad ipotizzare un piano vaccino anti-Covid, individuando le strutture più opportune per conservazione e somministrazione. E tutte le comunicazioni in meritopdopvranno essere fatte entro il 23 novembre.

Quindi entro quella data le Regioni devono comunicare tutti i presidi ospedalieri (provincia per provincia) nei quali consegnare il vaccino e che cureranno la somministrazione. OPgni presidio dovrà anche essere attrezzato per vaccinare almeno 2.000 persone, oppurepiù persone ma con multipli di 1000 in 15 giorni. E allo stesso modo tutti i presidi dovranno essere dotati di un nujmero di perdonale idoneo per assolvere al meglio lo scopo.