Coronavirus: ecco quanto dura la malattia Covid-19 nei bambini

Dall’inizio della pandemia sono tanti i quesiti sul nuovo Coronavirus. Una delle domande è: quanto dura la malattia da Covid-19 nei bambini? Ecco la risposta dell’Ospedale Bambino Gesù. 
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Con l’arrivo della pandemia sono tanti i quesiti che le persone si pongono in merito al Coronavirus. Trattandosi di un virus nuovo, infatti, i dati a disposizione di medici e ricercatori non sono ancora sufficienti per dare risposte definitive.

Quello che finora è emerso, tra dati e studi scientifici, è che i bambini sembrano essere meno colpiti dal Sars-CoV-2. E che pur risultando positivi al Covid-19 non hanno sintomi o forme piuttosto lievi. In un recente studio, addirittura si è visto come gli anticorpi dei bambini eliminino prima il virus.

La domanda che però tanti genitori si pongono è: quanto dura il Covid-19 nei bambini? A rispondere al quesito ci ha pensato l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Ecco quello che è emerso.

Ecco quanto dura il Covid-19 nei bambini

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Innumerevoli sono i quesiti che affollano la mente dei genitori dall’inizio della pandemia. La preoccupazione infatti per questa nuova malattia che ha colpito il mondo intero è al centro ormai da quasi un anno dei pensieri di tutti noi.

In particolare per chi ha figli sono tante le domande che relative al nuovo Coronavirus. Come si sviluppa, come si trasmette, quali sono i sintomi? E non meno importante quanto dura il Covid-19 nei bambini? Ma anche tutta una serie di altri quesiti.

In tal caso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, ha fornito alcune risposte utili in merito alla durata del virus nei più piccoli affermando che: “Nei bambini è una malattia lieve che dura di regola meno di una settimana”. Questo emerge dalla letteratura scientifica internazionale grazie ai dati raccolti nel corso di questi mesi in tutto il mondo.

Il fatto che nei bambini il Covid-19 abbia una durata piuttosto breve “può dipendere dal fatto che in molti bambini l’infezione non provoca sintomi (è asintomatica) e, quando provoca la malattia, i sintomi sono di solito lievi o moderati come raffreddore, tosse e un po’ di febbre. I bambini, come gli adulti, che presentano sintomi più lievi di Covid-19 sono detti paucisintomatici.

Inoltre, nei bambini, a differenza di molti adulti che talvolta finiscono in terapia intensiva, i sintomi si limitano a durare una o due settimane. Anche se “in media – dicono dal Bambino Gesù – la durata della malattia è di 4 o 5 giorni“. Non considerando che “molto spesso i sintomi vengono sottostimati e ciò porta a ritardi nella diagnosi”.

Quindi “più che concentrarsi sulla durata della malattia, è importante saperla riconoscere ed evitare di confondere Covid-19 con altre malattie (ad esempio infezioni batteriche delle vie respiratorie) che in alcuni casi potrebbero richiedere un trattamento specifico” – rilevano dal Bambino Gesù.

Durante il corso dell’inverno i bambini, a prescindere dal Covid-19, andranno incontro a malanni stagionali quali febbre e tosse, infatti sarà difficile stabilire se si tratta di Covid-19 o di altre infezioni legate al periodo.

Quello che occorre fare in questi casi dicono dal Bambino Gesù è che “i genitori sentano il pediatra che identificherà i sintomi e, a seconda della loro caratteristiche, potrà far eseguire i test necessari, in particolare il tampone naso-faringeo. Se al bambino verrà diagnosticata la malattia Covid-19, si cercherà di ricostruire la data dell’inizio dei sintomi. Una volta visitato il bambino ed eseguito il tampone, il medico sarà in grado di capire se è necessario un ricovero oppure se il bambino potrà essere seguito a domicilio, dove l’osservazione della malattia continuerà tramite la sorveglianza dei casi di COVID-19 effettuata dalla ASL”.

Un altro importante quesito che molti genitori si pongono è: quanto ci vuole perché il tampone diventi negativo?

A rispondere ancora una volta il Bambino Gesù che spiega che: “la durata della malattia dipende dalla durata dei sintomi. In genere è più breve nei bambini rispetto agli adulti. D’altra parte, è molto difficile stabilire il tempo necessario perché il virus sia eliminato dall’organismo”.

Se da un lato la guarigione clinica nei più piccoli è molto rapida, tranne nei rari casi della sindrome infiammatoria,  dall’altro “c’è bisogno di più tempo per liberarsi dal virus”.

E proprio questo tema sarà al centro degli studi nei prossimi mesi: “sarà importante capire come il virus reagisce con il nostro sistema immunitario, cioè come il nostro sistema immunitario è in grado di difenderci dal virus”.

Nei bambini il sistema immunitario è diverso rispetto agli adulti, “in alcuni il virus innesca una risposta immunitaria molto rapida forse favorita dai vaccini a cui sono sottoposti, che gli permette di eliminare il virus velocemente. In altri bambini, invece, il sistema immunitario non è in grado di riconoscere in modo così rapido ed efficace il virus, che tende quindi a persistere nell’organismo per più tempo”.

E allora come possono muoversi i genitori? Tenendo d’occhio i sintomi. I più comuni sono la febbre che di solito è il primo segno che spinge il genitore a portare il proprio figlio dal pediatra o al pronto soccorso. Seguono la tosse e il raffreddore.

Ma assolutamente da nn sottovalutare sono anche altri sintomi che si presentano con grande frequenza come: dolori addominali, che possono precedere episodi di infiammazione del tratto gastrointestinale, spesso piuttosto importanti”.

A differenza degli adulti, dove sono ricorrenti l’anosmia cioè la difficoltà di percepire gli odori ma anche il mal di testa, nei bambini sono più rari. In effetti per un bambino è più complicato poter descrivere questi sintomi.

Altra domanda importante, oltre al sapere quanto dura il Covid-19 nei bambini, e che in tanti si chiedono, non solo i genitori, ma in generale tutte le persone è: possono esserci delle ricadute?

L’Ospedale Bambino Gesù risponde che: “Non è tanto importante la ricaduta della malattia quanto la comparsa di sintomi che possono manifestarsi anche a distanza di tempo. Questi sintomi sono stati osservati in bambini più grandi (di età superiore ai 10 anni) che, a distanza di 2-3 settimane dalla completa negativizzazione del tampone, sviluppavano la sindrome iper-infiammatoria”.

In casi del genere, sebbene molto rari, i sintomi sono molto più importanti e consistono in “febbre, persistente, malessere generale e nell’aggravarsi di sintomi inizialmente lievi, come tosse e dolori addominali”.

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Per questo il consiglio del Bambino Gesù è che “se i bambini abbiano già avuto il Covid-19 e presentano nuovamente sintomi sospetti come febbre alta, dolori addominali, dolori articolari, devono essere portati rapidamente in ospedale, dove verranno condotte le indagini di laboratorio per ricercare nel sangue i marcatori di una eventuale iper-infiammazione”.

In questo modo sarà possibile intervenire in maniera tempestiva “curando i bambini che nella maggior parte dei casi guariscono senza problemi con l’impiego di farmaci che spengono rapidamente l’infiammazione”.

(Fonte: Ospedale Bambino Gesù)