Agrigento, i furbetti del reddito di cittadinanza: tra loro anche mafiosi

Agrigento, scoperti otto furbetti del reddito di cittadinanza: tra loro anche condannati per mafia e per omicidi eccellenti

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Agrigento, denunciati furbetti del reddito di cittadinanza (Instagram)

Risultavano condannati per reati come omicidio, associazione di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti e furto. Ma erano comunque riusciti a far inserire le loro famiglie tra quelle che percepivano il reddito di cittadinanza. La scoperta è stata fatta dai militari della Guardia di finanza di Agrigento, che hanno denunciato otto persone.

In mezzo a loro ci sarebbe anche uno degli esecutori materiale dell’omicidio del giudice Rosario Livatino, assassinato dalla mafia nel 1990. Risulta condannato in via definitiva per omicidio, associazione per delinquere di stampo mafioso ed altro a 7 ergastoli.

A scoprire tutto, una delle tante operazioni della Guardia di finanza destinata al controllo dell’indebita percezione del reddito di cittadinanza. Non è la prima volta infatti che spuntano soggetti condannati per mafia destinatati in qualche modo della misura di sostegno al reddito voluta dal governo.

Agrigento, i furbetti del reddito di cittadinanza: un danno superiore ai 100mila eruro

Reddito di cittadinanza, otto denunce ad Agrigento (Websource)

Il reddito di cittadinanza può essere erogato soltanto quando sussistono alcuni requisiti che devono essere autocertificati dal richiedente. In pratica devono dimostrare sia la condizione di difficoltà economica del proprio nucleo familiare, ma anche il fatto chei componenti del nucleo familiare siano in pssesso di specifiche qualità morali.

Tra queste rientra anchbe la fedina penale. Quindi non rientrano il fatto di essere sottoposti a misure cautelari personali oppure essere stati condannati per gravi delitti. Due motici che sono in automatico causa  di esclusione dal beneficio, sia di chi faccia richiesta del beneficio che del suo nucleo familiare.

Come nel caso degli otto soggetti scoperti dai finanzieri di Agrigento che avrebbero procurato un danno alle casse pubbliche di circa 110.000 euro. Al momento i militari hanno eseguito uin sequestro preventivo di 8 social card utilizzate per incassare il reddito di cittadinanza. Si aggiungono alle 11 già sequestrate nei giorni scorsi a Siracusa. Tutti i titolari delle carte sequestrate sono indagati a piede libero per i reati di falso in autodichiarazione e indebita percezione del reddito di cittadinanza.