Natale 2020, incognita Covid: possibili nuove misure per le Regioni

L’Italia si sta preparando al periodo natalizio con particolare attesa. Non solo per il lato intimo e festaiolo delle ricorrenze, ma anche e soprattutto per capire cosa sarà possibile fare e cosa no in tempo di pandemia. Il COVID-19 non va in vacanza.

Natale 2020, possibile modifica alle misure preventive (Getty Images)
Natale 2020, possibile modifica alle misure preventive (Getty Images)

Il pensiero di un Natale sui generis comincia lentamente ad insinuarsi nelle coscienze degli italiani: il timore, per nulla infondato, è che ci siano ulteriori strette alla libertà personale e collettiva in ambito della gestione e circolazione territoriale. Il fine ultimo, in tempo di pandemia, resta la prevenzione: non si può bloccare tutto per arginare il contagio da COVID-19, ma attualmente è quantomeno improbabile pensare che da qui a metà dicembre le cose cambino a tal punto da concepire Natale e Capodanno alla “vecchia” maniera.

Sarà tutto più contenuto, meno gridato, quasi sussurrato: festa sì, ma con moderazione. Controllo e responsabilità che devono scattare nella mentalità collettiva a partire dai cenoni e dai ritrovi con i parenti: meno siamo e meglio stiamo, il motto di quest’anno. Le misure per il mese prossimo sono, attualmente, al vaglio. Dal 3 dicembre sapremo qualcosa in più, quel che è certo – per ora – sono le parole dei diversi Presidenti di Regione che stanno abituando i cittadini a una presa di coscienza maggiore riguardo al “Natale morigerato”.

Natale in pandemia, Cirio ammonisce: “Non può succedere quanto accaduto in estate”

Natale 2020, possibili nuove misure anti-Covid nelle Regioni (Getty Images)
Natale 2020, possibili nuove misure anti-Covid nelle Regioni (Getty Images)

Festività fa rima con privazioni, almeno quest’anno in cui – oltre al fattore pandemico – c’è la congiuntura economica a pesare come una spada di Damocle nella quotidianità della popolazione. Fanno riflettere le parole del governatore della Regione Piemonte Alberto Cirio che, ai microfoni di Sky Tg24, sottolinea: “L’auspicio è quello di trascorrere un Natale tranquillo, ma è impensabile fare come l’estate scorsa. Se commetteremo gli stessi errori, a gennaio e febbraio saremmo punto e a capo. In tal senso, gli fa eco la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa: “Non possiamo rivedere lo stesso film di quest’estate”.

Si cambia scenario, dunque, presumibilmente con una stretta che potrà modificarsi al massimo con qualche “cambio di colore” fra le diverse Regioni: alcune zone rosse potrebbero diventare arancioni, con tutte le possibilità e privazioni che il fattore implica, o viceversa. Le eventuali modifiche verranno messe in atto dopo due settimane di controlli: “Auspichiamo di poter passare in zona arancione”, incalza Fontana per la Lombardia che comincia ad avere qualche risultato incoraggiante relativo al dimezzamento dell’Rt (indice di contagio). “Diciamo che siamo arrivati in cima a questa sorta di montagna – chiosa Fontana a Mattino 5 – ora camminiamo in pianura e presto inizierà la discesa”. Non è ancora il momento, però, di prendere la rincorsa verso la vita di prima.