Covid, Napoli solidale: arriva il “tampone sospeso” come il caffè

L’iniziativa è stata promossa dall’associazione San Gennaro di Napoli e mira a sostenere le famiglie in difficoltà. I test si effettuano nella basilica di San Severo al Rione Sanità

A Napoli c'è il "tampone sospeso" come il caffè per le famiglie in difficoltà
Tampone Cocid-19 (Getty Images)

Emergenza Covid: il cuore di Napoli batte per i più deboli. Arriva al Rione Sanità il “tampone sospeso” per le famiglie indigenti. L’iniziativa è promossa dalla fondazione San Gennaro in collaborazione con l’associazione Sadisa.

Un gesto nobile che affonda le radici in una tradizione lontana, tutta partenopea, quella del “caffè sospeso“. Chi può, paga due volte al bar, per regalare il piacere di una tazzina fumante a chi viene dopo.

Un’usanza radicata, che si è riadattata ai tempi del Covid-19. Ed è così che, nella chiesa del Rione Sanità, al costo solidale di 18 euro, si può lasciare in sospeso un tampone per chi ne ha bisogno ma non può permetterselo. Ad ogni modo, il test è totalmente gratuito per gli indigenti.

Enzo Porzio, membro della fondazione San Gennaro, ha spiegato lo spirito dell’iniziativa. “La fondazione è stata impegnata nel sostenere le famiglie in difficoltà con la spesa solidale. In questo momento di difficoltà – ha proseguito Porzio – il tampone era un atto necessario, in un quartiere che ha 30mila abitanti, tre chilometri di raggio e un tasso di disoccupazione altissimo“.

“Aiutiamo persone che non hanno possibilità economiche” – ha sottolineato uno dei volontari attivi nel presidio allestito alla Sanità.

Un gesto di vicinanza concreta che arriva un momento di difficoltà economica estrema. Un tampone, eseguito privatamente, ha un costo medio in Campania che oscilla tra i 65 e i 95 euro.

“Guardiamoci in faccia – ha commentato una signora all’uscita dalla chiesa – non tutti possono permettersi quasi 80 euro per un tampone”.

A collaborare all’iniziativa c’è anche l’associazione Sadisa. Angelo Milone, che ne è il presidente, ha spiegato perché non bisogna lasciare indietro i più deboli. “Il quartiere della Sanità è molto popoloso, ci sono nuclei familiari numerosi. In questa zona – ha sottolineato Milone – c’è un indice Rt superiore alla media napoletana.

Nonostante, su scala nazionale, la curva dei contagi abbia subito una lieve decelerazione, in Campania (ma anche in altre regioni italiane) il numero giornaliero dei nuovi positivi resta ancora alto.

Si lavora senza sosta per bloccare la folle corsa del virus e, quando serve, scende in campo anche la solidarietà, come nel caso di Napoli.

Un invito accorato a partecipare all’iniziativa arriva anche dall’associazione Sadisa. “I tamponi vengono effettuati all’interno della Basilica di San Severo fuori le mura (Piazzetta san Severo a Capodimonte) nel quartiere Sanità di Napoli. Il costo del tampone solidale – ha spiegato lo staff  – è di 18 euro, ma la tua donazione può essere libera. Anche un piccolo sforzo può fare la differenza”.

Un’iniziativa, quella messa in campo alla Sanità, che certamente offre un aiuto concreto all’attività di screening. Per prevenire il contagio da coronavirus serve un monitoraggio quotidiano. Intanto, una svolta per i test antigenici potrebbe arrivare da quelli attualmente in sperimentazione in Veneto: kit veloci fai da te da eseguire comodamente a casa.

“Laddove non arriva lo Stato arriviamo noi, se possiamo, con la solidarietà”. Queste la parole di un altro volontario operativo nella postazione interna alla basilica di San Severo fuori le mura.

L’iniziativa del “tampone sospeso” partita da Napoli (per la quale è attiva anche una sottoscrizione per raccogliere fondi) ha travalicato i confini nazionali. Anche la Spagna prende esempio. La notizia arriva da El Pais, in un articolo che titola: “La segunda ola devora el sur de Italia”.

Covid, “tampone sospeso” a Napoli. Migliaia di richieste

Nel Rione Sanità migliaia di ricieste per il tampone solidale
Tampone antigenico (Getty Images)

Tantissime le famiglie che, spinte dalla paura, si mettono in fila per effettuare il test nella chiesa del quartiere Sanità. “Entrano con timidezza ma all’uscita, però, sorridono” – fanno sapere gli organizzatori dell’iniziativa.

Giada Filippetti, vicepresidente dell’associazione Sadisa, fa sapere che l’impegno andrà avanti. “Abbiamo migliaia di richieste e, per questo, è importantissimo continuare a supportare questo progetto”.

Covid, continua l'emergenza sanitaria in Campania
Il 118 in prima liea nella lotta al Covid (Getty Images)

Intanto, la Campania resta ancora in zona rossa, in lockdown fino al prossimo 29 novembre. La speranza è che questo ulteriore e grande sforzo possa servire ad abbassare quanto prima l’indice Rt. Solo così, si potrà procedere ad allentare, progressivamente, le misure restrittive.