Egitto: scoperti oltre cento sarcofagi. Il web insorge: “È il 2020!”

A Saqquara, in Egitto, una spedizione archeologica ha portato alla luce oltre 100 sarcofagi che contengono ancora i resti mortali di altrettante mummie. Sul web serpeggia la paura!

Sarcofagi saqquara
I sarcofagi di Saqquara (Instagram)

L’eccezionale scoperta degli archeologi egiziani si è svolta a pochissimi chilometri dalla famosissima città del Cairo. Il governo egiziano aveva già annunciato che presto sarebbe stata data notizia di uno dei più importanti ritrovamenti degli ultimi decenni ma non erano stati forniti ulteriori dettagli.

Nelle ultime ore è arrivato invece un comunicato ufficiale con cui si annuncia il ritrovamento di oltre 100 sarcofagi all’interno di quello che sembra essere un vasto complesso di cripte, una necropoli di cui non si conoscono ancora i confini.

Gli studi sui sarcofagi e sui loro antichissimi ospiti sono già cominciati, così come i rilevamenti e le ricerche in merito alle statue e agli altri oggetti decorativi con i quali erano state riccamente decorate le tombe.

 

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Dal momento in cui la notizia si è diffusa sul web, però, è stata accolta con una sorta di scherzoso (ma non troppo) isterismo di massa. 

Il web, il 2020 e la (probabile) maledizione dei sarcofagi di Saqquara

mummie sarcofagi saqquara
(Instagram)

Il 2020 è un anno che ha riservato all’umanità una delle più sgradevoli sorprese della sua storia, ovvero una pandemia come da secoli in genere umano non era chiamato ad affrontarne.

Proprio per questo motivo il web ha risposto con una diffuso nervosismo alla notizia della scoperta dei sarcofagi di Saqquara e non sono bastati i dettagli forniti dagli archeologi e dal governo egiziano per calmare l’agitazione mondiale.

“Oggi annunciamo la più grande scoperta archeologica del 2020, alla presenza di ambasciatori stranieri di 43 paesi (…). Oggi presentiamo ai media una nuova parte della nostra grande civiltà” ha dichiarato il ministro del turismo de delle antichità d’Egitto durante la conferenza stampa ufficiale.

sarcofagi ritrovati a Saqquara nei pressi della piramide di Dioser sono appartenuti con ogni probabilità a sacerdoti e uomini di stato della XXVI dinastia. Altre 59 bare erano state scoperte negli scorsi mesi e, imprudentemente (secondo molti) sono state già aperte.

Moltissime sono le maschere funerarie colorate e dorate che coprivano il volto delle mummie, molte delle quali giacciono intoccate da oltre 2500 anni.

 

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Una figura divina ricorrente nei ritrovamenti di Saqquara è stato il dio Batah Suker, una divinità locale molto venerata nella zona della necropoli di Saqquara e di cui gli studiosi hanno rilevato una quarantina di rappresentazioni scultoree.

Secondo quanto riportato dalle autorità e dagli archeologi che hanno lavorato nel sito archeologico di Saqquara, c’è la possibilità che nei pressi degli attuali ritrovamenti possano essere individuate anche le botteghe artigiane di coloro che fabbricavano concretamente le bare nelle quali venivano adagiati i resti mummificati dei più importanti personaggi della società egiziana.

 

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Il ritrovamento più importante però è stato quello di una mummia intatta e perfettamente conservata, avvolta in un sudario di bende ornato di geroglifici colorati.

Il sarcofago che ospitava la mummia, così come tutti gli altri ritrovati dagli archeologi, si trovavano sotto oltre 12 metri di sabbia, protetti per millenni dalla terra d’Egitto.

Proprio questo dettaglio ha scatenato il panico e l’ironia del web: sono stati moltissimi coloro che hanno consigliato agli archeologi egiziani di laciar riposare in pace le mummie di Saqquara per non scatenare, in questo già tormentato 2020, anche le loro maledizioni.

Ovviamente l’appello del web è rimasto inascoltato: la mummia è già stata esaminata ai raggi X per verificare il suo stato di conservazione senza minare la sua delicatissima integrità. Inoltre le autorità egiziane hanno già preparato tutto per l’esposizione delle mummie nel Gran Museo Egizio del Cairo, una struttura di recentissima costruzione. I sarcofagi di Saqquara saranno esposti in una sala contigua a quella che ospita i 30 sarcofagi trovati nel corso del 2019 nei pressi di Tebe.

Se il 2020 ha ancora qualche sorpresa in serbo, lo scopriremo a breve!