Tampone vaginale : cosa è, quando e come si fa, cosa vede, costi

Tampone vaginale in gravidanza, cosa è, come e quando si fa, perché è importante  cosa vede e quali sono i costi.

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Il tampone vaginale è uno degli esami richiesti durante la gravidanza ed è fondamentale per escludere la presenza di alcune patologie infettive che potrebbero danneggiare il feto. Si tratta di un esame poco invasivo e per nulla doloroso ma che risulta fondamentale. 

Scopriamo cosa è, quando e come si fa, a cosa serve e quali possono essere i costi se eseguito in una struttura privata. Scopri anche quali sono gli esami da fare nel terzo trimestre di gravidanza. 

Tampone vaginale: cosa è

Il tampone vaginale è un esame davvero rapido e per nulla fastidioso che consiste nel prelievo, tramite tampone, delle secrezioni vaginali che vengono poi analizzate in laboratorio per scongiurare la presenza di germi patogeni all’interno della vagina. Il tampone vaginale può essere semplice o cervicale e il medico ginecologo può richiedere anche il tampone vagino rettale per un controllo più scrupoloso prima del parto. Per eseguire il tampone cervicale, il medico inserirà lo speculum e preleverà le secrezioni con il tampone.

Il test viene eseguito in laboratorio e la gestante dovrà assumere la classica ‘posizione ginecologica’ per sottoporsi al prelievo. Prima dell’esame si dovranno evitare rapporti sessuali nelle 24 ore precedenti, non si dovranno eseguire lavande vaginali e utilizzare prodotti detergenti intimi la mattina dell’esame.

Tampone vaginale: a cosa serve

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Il tampone vaginale permette, attraverso l’analisi delle secrezioni vaginali, di individuare la presenza di microorganismi patogeni, di batteri, di funghi e virus. Nel caso in cui il risultato si rivelasse positivo e indicativo di uno specifico agente patogeno presente nella vagina, si eseguirà la coltura  ed il medico potrà così individuare la cura più giusta a cui sottoporre la gestante.

I microorganismi che di solito vengono ricercati e che sono all’origine di infezioni vaginali sono lo streptococco beta-emolitico di gruppo B, lo stafilococco, la gardenerella vaginalis , alcune infezioni micotiche come la candida, ma il medico ginecologo potrebbe voler richiedere una ricerca più approfondita a sua discrezione. 

Tampone vaginale: quando si fa

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Il tampone vaginale può essere richiesto dal medico ginecologo diverse volte durante i nove mesi di gravidanza per escludere la presenza di infezioni vaginali, ma la prescrizione principale viene fatta intorno alla 36esima e 37esima settimana di gravidanza per individuare la presenza dello Streptococco beta-emolitico di gruppo B che mentre risulta essere innocuo per mamma e bambino durante la gravidanza, può essere trasmesso al feto durante il parto naturale.

Se il risultato del tampone dovesse risultare positivo, il medico ginecologo provvederà alla prescrizione di una cura antibiotica da effettuare prima del parto. Ricordiamo sempre di seguire tutte le indicazioni del proprio medico ginecologo durante tutta la gravidanza e soprattutto prima di eseguire qualsiasi esame o analisi. 

Tampone vaginale: quali sono i costi

Il tampone vaginale per la ricerca dello streptococco beta-emolitico di gruppo B, viene fornito gratuitamente dal Servizio Sanitario Nazionale alle donne in gravidanza, ma se si vuole eseguire l’esame privatamente il costo varia di laboratorio in laboratorio partendo da un minimo di 20 euro ad un massino di 50.00 (i costi sono indicativi, ogni laboratorio analisi infatti si avvale di un listino prezzi per le varie prestazioni).