Italia verso il lockdown leggero: la strategia di Conte contro il Covid

Il Premier Conte valuta la chiusura del Paese in merito all’aumento repentino dei contagi da COVID-19. L’ultima decisione sarà presa il prossimo 15 novembre, si va verso un lockdown leggero con il mantenimento dei tre colori che dividono l’Italia in base ai fattori di rischio.

Italia, Conte potrebbe ricorrere a un lockdown leggero contro il COVID-19 (Getty Images)

Chiudere o non chiudere? Questo è il problema. Il Premier Conte, al pari di un Amleto dei giorni nostri, è combattuto da un dilemma che potrebbe cambiare la situazione del Paese nel giro di pochi giorni: i contagi, nel corso di questa seconda ondata della pandemia da COVID-19, continuano a salire. Una soluzione va trovata e in fretta, i medici avvisano che le strutture ospedaliere – a questi ritmi – rischiano il collasso perché non ce la fanno a supportare la mole di pazienti e contagiati che arriva giorno dopo giorno.

Se il Sud arranca, con la Campania in testa che chiede maggiori certezze (capire innanzitutto se continuerà ad essere zona gialla oppure cambierà colore e relativi fattori di rischio), il nord soffoca con Milano che somiglia ad una vera e propria polveriera. Ormai le strutture ospedaliere, in Lombardia, sono arrivate al limite: in tal senso vanno interpretate anche le parole del Professor Galli dell’Ospedale Sacco che invita, anche abbastanza celermente, ad un secondo lockdown bollandolo come unica soluzione possibile al momento per arginare la diffusione del virus.

Lockdown, l’Italia verso una nuova chiusura: Conte valuta inasprimento delle misure

Lockdown leggero in Italia, Conte ci pensa (Getty Images)
Lockdown leggero in Italia, Conte ci pensa (Getty Images)

Lockdown, da ipotesi remota a rischio concreto: Conte aspetta prima di prendere qualunque altra decisione. Vuol prima vedere gli effetti dell’ultimo DPCM, quello che ha diviso l’Italia in tre diverse zone con altrettanti colori e possibilità di agire. In base ai risultati di queste prime settimane dall’emanazione del provvedimento più recente, si deciderà se procedere con un inasprimento delle misure oppure no.

Il Governo, in questa fase, si gioca molto anche in termini di credibilità: non è soltanto una questione politica, anche Berlusconi (l’unico dell’opposizione) predica unità di intenti mettendo da parte le diverse vedute in un momento così complicato, ma proprio un’esigenza strutturale. L’Esecutivo deve, in qualche maniera, dare risposte su quanto sta accadendo: seppur questa seconda ondata possa aver colto il Presidente del Consiglio e rispettivi colleghi di sorpresa.

COVID-19, i medici chiedono maggiore tutela: “La situazione è ingestibile”

L'Italia valuta un lockdown leggero per arginare i contagi da COVID-19 (Getty Images)
L’Italia valuta un lockdown leggero per arginare i contagi da COVID-19 (Getty Images)

È finito il tempo dello stupore, come ribadisce anche Bassetti, occorre purtroppo agire con il tempo a sfavore: il Natale sembra essere ormai, perlomeno nella testa degli italiani, un’utopia. Ci aspettano feste inedite, piegati alle ristrettezze non soltanto a livello economico. Ad ogni modo, la deadline per la chiusura del Paese è il 15 novembre.

Giornata in cui si deciderà come muoversi (a livello legislativo e istituzionale) visto che concretamente sarà sempre più difficile: almeno fin quando il contagio non si arresta. Il piano del Premier è quello di andare verso un lockdown leggero che mantenga il riferimento capillare delle tre zone a seconda del tasso epidemiologico di ciascuna regione: in accordo con i governatori, infatti, si starebbe pensando di chiudere bar e ristoranti anche in quelle zone definite a rischio moderato per lasciare aperte soltanto imprese, fabbriche e attività professionali.

Persiste ancora il nodo relativo alla didattica: la Azzolina fa pressione per un’apertura, ma il sospetto è che vengano ulteriormente serrati i ranghi all’istruzione in presenza. La sola certezza, al momento, arriva dal Cts che afferma: “Da qui a domenica capiremo se la curva dei contagi va in una situazione o nell’altra”. Più che curva, il rischio concreto di una “brutta piega” per la Nazione è dietro l’angolo.