Covid, il lockdown soft a Milano funziona: parola del Prof. Bergamaschi

Il Direttore Generale dell’Ats di Milano, Walter Bergamaschi, ai microfoni di Sky Tg24, rende noto come le misure di contenimento nel capoluogo lombardo stiano dando i primi effetti. L’indice di contagio è quasi dimezzato. Le sue parole.

Milano, primi riscontri del lockdown soft (Instagram)
Milano, primi riscontri del lockdown soft (Instagram)

Le misure di contenimento contro la pandemia sono, attualmente, in Italia, oggetto di discussione: c’è chi vorrebbe un lockdown generalizzato, chi invece protende per una chiusura moderata e chi, infine, vorrebbe valutare il riscontro dell’ultimo DPCM che di fatto ha diviso il Paese in tre aree. Rossa, arancione e gialla. Relativamente al fattore di rischio.

Questa scelta, che va naturalmente dal rischio più alto di contagio a un rischio moderato sino a un rischio minimo, sembra che – in alcune parti dello Stivale – stia dando qualche riscontro oggettivamente rassicurante. Non troppo, per ora, ma i dati lasciano ben sperare rispetto alle settimane appena trascorse.

Covid, le misure restrittive a Milano funzionano: cala l’indice di trasmissibilità

Milano, l'indice di trasmissibilità Covid si abbassa (Getty Images)
Milano, l’indice di trasmissibilità Covid si abbassa (Getty Images)

Lo rende noto il Direttore Generale dell’Ats di Milano Walter Bergamaschi che, ai microfoni di Sky Tg24, sottolinea: “L’Rt, l’indice di contagio, a Milano ha toccato quota 1.25. Sta riducendo di giorno in giorno, la trasmissibilità del virus è quasi dimezzata rispetto al momento del picco”.

Prosegue poi la disquisizione sull’opportunità di far fare i tamponi ai medici di base nei propri studi, secondo una libera scelta che, però, potrebbe snellire una situazione crescente relativa alle costanti necessità di risposte. Bergamaschi ha sottolineato che, sin qui, sul territorio di Milano, si registra un’adesione del 10% da parte dei professionisti del settore. Anche qualcosa in meno. Va comunque specificato che la richiesta, a livello formale, è partita appena una settimana fa: 232 medici hanno accettato di buon grado su un tasso complessivo di 2500.

Milano, l’appello dei medici di base: “Servono strutture adeguate per i tamponi”

A questo si colloca la richiesta, necessaria, da parte del personale medico, di strutture esterne per poter operare in sicurezza: “Servono spazi adeguati dove poter garantire un percorso clinico mirato a ciascun paziente, bisogna poter fare approfondimenti diagnostici specifici oltre a tamponi e test”, ha concluso Bergamaschi.

 

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