In prima elementare a 5 anni, la ragioni del sì e quelle de no

Negli ultimi anni sempre più bambini iniziano la prima elementare come anticipatari, a 5 anni: una scelta corretta o meno?

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Li chiamano bambini anticipatari, sono quello che iniziano la Prima elementare quando non hanno ancora compiuto 6 anni e magari spasserà ancora del tempo prima del loro compleanno. La domanda è sempre la stessa: è giusto mandare a scuola un bambino di 5 anni e come possiamo sostenerlo in questo suol percorso così importante?

Partiamo da quello che prevede la legge. Possono cominciare la Scuola Primaria i bambini che compiranno 6 anni fino al 30 aprile dell’anno scolastico in corso. Facendo un esempio concreto, siamo nel 2020 e quindi quest’anno potevano iscriversi tutti i bambini che arrivano a quel traguardo entro il 30 aprile 2021. Come capite, ci può essere una differenza pari ad anche più di 12 mesi se alcuni loro compagni sono nati da gennaio a marzo dell’anno precedente e quindi sono regolarmente a scuola.

Una scelta non facile quindi, che come sempre ha i suoi pro e i suoi contro, ma non esiste una regola generale, buona per tutti., La verità è che ogni cambino fa storia a sé. Alcuni sviluppano le loro capacità di base molto presto, quindi anche a 5 anni e poco più possono essere già pronti per un salto così importante come quello dalla Scuola dell’Infanzia a quella Primaria. Ma non è così per tutti ed è importante che i genitori ne tengano conto, per non commettere l’errore di correre semplicemente dietro a cosa fanno gli altri.

In prima elementare a 5 anni; perché sì e perché no

Quali sono le grosse differenze tra l’ultimo anno dell’Infanzia, o scuola materna, e la Primaria? Intanto dipende dalle maestre, perché non tutte l’ultimo anno dell’asilo abituano gradualmente i bambini a quello che li aspetterà. Dovranno stare seduti in un banco, seguire le lezioni, scrivere e contare, fare i compiti a casa. Tanti impegni tutti insieme e tutti di colpo che rischiano di mandare in tilt i bambini.

Sicuramente dai 4-5 anni in su al bambino è chiesto un aumento del responsabilità e di autonomia, ma non tutti sono pronti., In pratica sparisce il gioco ed entrano in una dimensione diversa, fatta di impegni a scuola come a casa. Allo stesso modo le maestre non sono più delle vice mamme, ma assumono un ruolo diverso.
Dalla parte del sì ai bambini anticipatari c’è sicuramente la considerazione che scoprendo un mondo nuovo non rischiano di annoiarsi e di andare controvoglia a scuola. E poi saranno sempre mesi, se non anni, avanti ai loro compagni anche quando andranno alle Medie e al Liceo. Un vantaggio che teoricamente porteranno dietro sempre, anche poi nel mondo del lavoro.
Ma questa è una delle principali ragioni del no: è giusto forzare così tanto i tempi? Per molti bambini un anno in più di attività ludiche può essere importante, migliorare il loro sviluppo, fare esprimere capacità sino ad allora nascoste. Dobbiamo pensare che la scuola dell?Infanzia non è solo un parcheggio, ma uno strumento utile per la maturazione. E la testa di un bambino a 6 anni è già diversa da quelli di uno che ne ha 5.

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Quindi in definitiva se un bambino anche prima dei 6 anni sa già leggere, scrivere ed esprimersi in maniera corretta, pensateci. Ma senza forzare la mano.