Ultimo Dpcm, ricorso Confesercenti: “Riaprire i centri commerciali”

L’associazione di categoria punta il dio contro l’ultimo Dpcm del Governo, che impone la chiusura dei centri commerciali nei weekend. Presentato un ricorso al Tar del Lazio.

Confcommercio chiede al Tar del Lazio di riaprire i centri commerciali
Centro commerciale (Getty Images)

Non si placano le polemiche per l’ultimo Dpcm varato dal Governo. L’Italia è divisa in tre aree di rischio e le restrizioni sono più severe. Divieti anche per le attività commerciali. Da giorni, montano le proteste nelle principali piazze, da Nord a Sud.

E’ sul piede di guerra anche la Confesercenti, che chiede una riapertura immediata dei centri commerciali nei weekend, nelle regioni a “bollino giallo”. L’associazione di categoria ha depositato un ricorso contro il Dpcm presso il Tar del Lazio.

La Confesercenti ha chiesto la sospensione del provvedimento del Governo bollandolo come “irrazionale” perché, all’esterno dei centri commerciali, negozi della stessa tipologia, possono restare aperti. Inoltre, le regioni che rientrano nell’area gialla, sono considerate dai tecnici a bassa criticità.

Da qui, dunque, la decisione dell’associazione di chiedere un intervento immediato per riaprire, nei fine settimana, i negozi presenti nelle cittadelle dello shopping.

Quello dei grandi magazzini è un comparto che vale oro ma, a causa del covid, sta registrando fatturati in ribasso da mesi. Secondo l’ultima indagine condotta dalla Confcommercio il settore starebbe perdendo 50 milioni di euro al giorno (considerando anche tutti gli indotti) a causa delle restrizioni imposte dal Dpcm.

La posta in gioco è alta. In ballo ci sono tantissimi posti di lavoro che potrebbero essere persi, definitivamente, con la fine del blocco dei licenziamenti prevista per marzo 2021.

La Confcommercio chiede di prendere in considerazione il fatto che, dall’inizio della pandemia e fino ad oggi, “non è stato segnalato un solo focolaio sviluppatosi all’interno di un centro commerciale”.

La stessa motivazione è stata adottata anche dall’onorevole Vittorio Sgarbi, per chiedere la riapertura di musei, teatri e cinema, tutti luoghi considerat “covid free”.

La Confcommercio, tra le motivazioni inserite nel ricorso, sottolinea anche l’opportunità di tenere aperti più punti vendita della sessa tipologia, per evitare gli assembramenti, soprattutto nei weekend.

Dpcm, ricorso Confcommercio: in crisi anche lo spettacolo

Anche il settore dello spettacolo dal vivo è in forte crisi per il Covid
Covid, chiusi anche i teatri (Getty Images)

Non se la passano meglio i teatri, chiusi anch’essi con le ultime decisioni del Governo. Un’intero comparto, quello degli spettacoli dal vivo, che rischia di soccombere per sempre.

Secondo un recente studio dell’Agis – Associazione generale italiana dello Spettacolo – dall’inizio della pandemia ad oggi si è verificato un solo caso di positività al Covid su un totale di quasi 350mila spettatori, nell’arco temporale compreso fra il 15 aprile e il 3 ottobre 2020. Praticamente il nulla. Nonostante tutto, però, il Governo ha voluto comunque la serrata di teatri, cinema e musei.

Una decisione apparsa spropositata anche a tanti volti noti dello spettacolo: da Luca Word a Nancy Brilli, passando per Pierfrancesco FavinoVittoria Puccini e Lorella Cuccarini. Questi sono solo alcuni dei nomi di una lista molto più lunga. Tutti uniti per chiedere al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte una revisione del provvedimento.

Ad oggi, l’appello è rimasto inascoltato, e nulla lascia pensare che a breve possa cambiare qualcosa. Intanto monta le rabbia tra le maestranze dello spettacolo, molte delle quali aspettano ancora di percepire alcune mensilità della cassa integrazione.

Anche il settore dello spettacolo dal vico patisce la crisi da Covid
Proteste in tutte le principali piazze italiane (Getty Images)

La situazione è davvero delicata. I lavoratori chiedono interventi mirati e aiuti concreti per far fronte ad una crisi profonda destinata a durare ancora. Intanto, si corre veloce per bloccare l’avanzata del virus che minaccia tutta l’Italia, da Nord a Sud.