Covid-19: il futuro vaccino è pericoloso? Il parere degli esperti

In questi giorni si sente spesso parlare del vaccino anti-Covid. Gli esperti si sono pronunciati sui pericol, sulle prove sospese e su moltl altro.

Covid studi clinici
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Dubbi e incertezze hanno seganto la nostra esistenza dal giorno in cui è comparso questo  virus Sars-CoV-2 a Wuhan. Un virus che ha colpito la popolazione mondiale, ha scatenato una pandemia e che ha costretto gli esperti della comunità scientifica e medica a lavorare a ciclo continuo pur di arginare i contagi del Covid-19.  Ma in questa corsa frenetica di studi ed esperimenti atti a capire la natura del virus e in questa corsa al vaccino in grado di liberarci da questo incubo, non staremo andando troppo veloci?

Vaccino anti-covid e pericoli, il parere degli esperti

covid vaccino
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Siamo di fronte ad un virus che ha colpito i quattro angoli del pianeta, ha contagiato milioni di persone e ne ha uccise oltre 1,2 milioni. Desideriamo solo tornare ad una vita normale, ma pare che l’unico modo che abbiamo per liberarci definitivamente del Covid sia legato allo sviluppo di un vaccino.

Per realizzare questo vaccino moltissime case farmaceutiche sono entrate in competizione su scala globale.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), circa dieci vaccini sono attualmente in fase 3 di sperimentazione clinica. La fase 3 è la fase di convalida finale nella quale per dimostrare l’efficacia del vaccino si inietta il vaccino o un placebo a migliaia di partecipanti. Questo serve a dimostrare la potenziale efficacia o gli effetti collaterali del vaccino.
Dopo la fase 3 molte prove sono state sospese e questo ha preoccupato la popolazione mondiale.

Lo scorso Settembre, lo studio Oxford-Astra Zeneca negli Usa è stato interrotto per via della comparsa di una malattia inspiegabile in un partecipante.

Lo studio è stato ripreso poco dopo nel Regno Unito e in altri paesi, ma non negli Stati Uniti. Lo scorso Ottobre anche Johnson & Johnson ha sospeso la sperimentazione per gli stessi motivi, e lo stesso destino lo ha avuto la società farmaceutica Eli Lilly. 

Secondo gli esperti queste interruzioni non dovrebbero essere motivo di preoccupazione, ma considerate soltanto come un bene.

Il Prof. Stephen Evans della London School of Hygiene & Tropical Medicine, ha rassicurato la popolazione spiegando che queste interruzioni “dimostrano che il processo di monitoraggio della sicurezza dei partecipanti sta funzionando bene, il che è motivo di fiducia”.

Quindi non si dovrebbe valutare queste interruzioni in quanto inefficaci o pericolose ma bisognerebbe percepirle come “elemento rassicurante, perché i laboratori si prendono il tempo per verificare se queste malattie sono legate al vaccino o ad un altro fattore. Pause quindi necessarie quando sappiamo che la precipitazione è temuta da molti esperti” secodo quanto afferma Stephen Evans.

E cosa dire della necessità di trovare rapidamente un vaccino? la velocità non è controproducente?

In termini di emergenza sanitaria la velocità è un bene, nel senso che quando non si interviene in maniera tempestiva il paziente perde la vita.

Nel caso specifico del vaccino si potrebbe pensare che le procedure siano state accelerate troppo anche a causa della notevole concorrenza. In realtà per combinare velocità e sicurezza, l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) ha deciso di istituire una procedura accelerata nel senso che si è ripromessa di constatare l’efficacia del vaccino e i dati sulla sicurezza non appena diventano disponibili, prima ancora che siano i produttori a richiederlo.

L’agenzia garantisce inoltre che i requisiti di sicurezza restino gli stessi di qualsiasi altro vaccino, quindi il fatto che ci sia una pandemia in corso non cambia in fatto di sicurezza. Un punto cruciale per l’immunologo Alain Fischer che insiste sul fatto che:

“Tutti vogliono che un vaccino sia disponibile in buone condizioni il più rapidamente possibile, ma non dobbiamo confondere velocità e fretta: dobbiamo darci il tempo per condurre un’analisi completa, rigorosa e trasparente ”ha sottolineato.

A che punto soni i vaccini? Quali rischi corriamo attualmente?

Secondo l’OMS, dieci studi clinici sui vaccini sono attualmente in fase 3 a livello mondiale. Nella lista compaiono gli studi dei laboratori statali in Cina, la biotech americana Moderna e il gruppo britannico AstraZeneca in collaborazione con l’Università di Oxford. BioNTech e Pfizer sarebbero le prime ad aver reso pubblici i risultati provvisori di questi studi.

Secondo un articolo pubblicato su Le Monde, questi ultimi sono i papabili vincitori di questa corsa al vaccino.  Lo scorso lunedì è stato annunciato che il loro candidato vaccino sarebbe efficace al “90%”. Ovviamente è necessario esaminare i dati che verranno pubblicati su una rivista medica. Una procedura che Pfizer si impegna a seguire al ricevimento dei risultati del test completo.

Quali sono i rischi attuali?

I dati degli studi clinici non sono ancora stati pubblicati e la sperimentazione non è ufficialmente completata, perchè mancherebbero i dati relativi alla sicurezza del vaccino.

Inoltre stando ad una pubblicazione di Le Monde, la tecnologia utilizzata da Pfizer e BioNTech sarebbe innovativa e non sarebbe mai stata applicata prima negli esseri umani. Questo metodo prevede l’iniezione di “filamenti di istruzioni genetiche” chiamati “RNA messaggero”, che ci inducono a produrre un antigene specifico per il coronavirus, definito la “spicola”, ovvero il punto che le permette di attaccarsi alle nostre cellule per penetrarle.

“Questa spicola, di per sé innocua, verrà quindi rilevata dal sistema immunitario che produrrà anticorpi, e questi anticorpi rimarranno in guardia per, si spera, a lungo” si legge nell’articolo sopra citato.

😮 stdio sul vaccino anti Covid è misto tra americani e tedeschi (Getty Images)

L’OMS ritiene che i risultati finora ottenuti siano incoraggianti ma ha invitato altri laboratori a continuare la loro ricerca per essere sicuro che si usi zelo. Tedros Adhanom Ghebreyesus, capo dell’agenzia delle Nazioni Unite, lo scorso Agosto aveva annunciato che un solo vaccino non sarebbe stato in grado di mettere fine alla pandemia appellandosi alla responsabilità individuale e collettiva e chiedendo agli individui di proteggersi durante la crisi sanitaria.