Mal di testa nei bambini: principali cause, analisi e cure

Quasi mai è il casi di preoccuparsi quando bambini  lamentano attacchi di mal di testa, ma esistono esami e prevenzione oltre alle cure

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Negli adulti è un dolore sordo, che può andare avanti anche giorni e impedire di compiere i gesti più comuni. Ma anche il mal, di testa nei bambini è un malessere da tenere on considerazione e sotto controllo perché non necessariamente compare insieme a sintomi influenzali.

Anzi, in genere gli specialisti parlano di cefalee primarie, quindi non derivanti da altra patologia., Possono manifestarsi sotto forma dei emicrania semplice oppure di cefalea di tipo tensivo, con manifestazioni diverse e con un diverso percorso anche perché a quell’età non è facile distinguerle. In comune hanno il dolore improvviso, di solito in uno dei due lati delle tempie e possono essere accompagnate anche da nausea, vomito, colorito pallido.

Un dolore che impedisce di fare qualsiasi altra attività, a cominciare dal gioco. Come negli adulti, anche soltanto un po’ di luce o di rumore danno fastidio, il bambino vuole starsene e letto, dormirci sopra e sperare che passi. In effetti è così, perché il sonno aiuta ad attenuare il senso di fastidio, ma non è ovviamente l’unico rimedio al mal di testa nei bambini.

Mal di testa nei bambini: cause, visite specialistiche e prevenzione

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Ma quali possono essere le cause principali del mal di testa nei bambini? Esiste, come hanno dimostrato studi specifici portati avanti negli anni, una certa predisposizione genetica che poi è accentuata da sforzo fisico e stanchezza ma anche il consumo di certi alimenti che possono accentuare il fastidio.

In ogni caso quando il bambino lamenta mal di testa ricorrenti, è il caso di passare all’azione. La prima mossa è contattare il pediatra di famiglia e chiedergli un consiglio. Sarà lui a valutare se possono esserci disturbi collegati, se il problema può essere collegato all’alimentazione, allo stile di vita, a ritmi particolarmente pesanti. Se poi non arriva ad una conclusione chiara, potrà chiedere il consulto di uno specialista (come il neurologo o neuropsichiatra infantile), ma in genere non servono esami specifici e invasivi.

Il mal di testa però potrebbe essere legato anche a problemi di vista, al fatto di non riuscire a mettere bene a fuoco quando si legge, su un libro oppure alla lavagna. Per questo può essere utile anche una vista oculistica, specialmente se il bambino non l’ha mai fatta. In genere comunque non è il caso di preoccuparsi, a meno che gli attacchi non si presentino con frequenza, oppure siano accompagnati da altri sintomi.

Trovato il problema, ci sono però anche le soluzioni. La prima, come abbiamo detto, è il riposo anche in orari anormali per il bambino. Eventualmente possiamo ricorrere ad antidolorifici, come il paracetamolo, ma sempre dietro consiglio almeno del pediatra.

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Molto importante però è anche la prevenzione. Fate attenzione ad esempio se i ritmi quotidiani per il vostro bambino, tra impegni scolastici e attività extra, come lo sport, il tempo che passa davanti alla tv, al tablet o ai videogiochi, non sono troppi. Piuttosto fatelo rallentare e stare di più all’aria aperta che in una stanza chiusa.