Covid, anticorpi nei bambini più efficaci: eliminano prima virus

Secondo uno studio italo-americano pubblicato su Nature gli anticorpi nei bambini sono più efficaci ed eliminano prima il Covid. 

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La risposta anticorpale all’infezione da Coronavirus nei bambini è molto diversa da quella degli adulti, a testimonianza di ciò, il corso dell’infezione è molto più rapido e il virus si diffonde meno nel loro organismo.

E se i sintomi del Covid sono meno aggressivi nei bambini, dall’altro lato possono però sviluppare una sindrome infiammatoria multisistemica, di cui già avevamo parlato, che inizialmente era stata scambiata per sindrome di Kawasaki. 

Questo è quanto emerge da uno studio italo-americano pubblicato sulla rivista scientifica Nature, realizzato da immunologi della Columbia University in collaborazione con l’Università degli studi di Napoli ‘Luigi Vanvitelli’, diretto da Matteo Porotto. Ma scopriamo di più.

Perché i bambini hanno anticorpi più efficaci contro il Covid

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Che i bambini rispondano al Coronavirus in modo profondamente diverso già dall’inizio della pandemia è cosa nota. Già ne avevamo parlato di come i piccoli abbiano una risposta immunitaria diversa e come quelli in età scolare si ammalino meno. 

Inoltre, i bambini affetti da Covid raramente presentano gravi sintomi respiratori e spesso rimangono asintomatici, questo significa anche che hanno una bassa carica virale.

Ora a conferma arriva uno studio italo-americano diretto da Matteo Porotto che spiega: “I piccoli eliminano il virus in modo più efficiente e veloce, quindi potrebbero proprio non aver bisogno di una forte risposta immunitaria”.

Il motivo è che nei bambini gli anticorpi scaturiti dal Sars-CoV-2 sono estremamente diversi. Ad esempio, ci sono pochi anticorpi neutralizzanti questo significa che il virus non si diffonde troppo nel corpo del bambino ed infetta e uccide solo poche cellule.

Di conseguenza il bambino si libera del virus in meno tempo rispetto all’adulto. Inoltre, hanno pochi specifici anticorpi contro la principale proteina virale, la Spike, quella che riveste il virus.

Questo significherebbe che i bambini, rispetto agli adulti, smaltendo prima il virus restano contagiosi per meno tempo e non avrebbero un gran ruolo nella diffusione dell’infezione.

Lo studio si è basato sul profilo anticorpale di 47 bambini e 32 adulti positivi al virus per un totale di 79 individui che avevano avuto il Covid.

Più l’infezione si diffonde e maggiore è la reazione immunitaria del pazientespiega ancora Porotto –. Il fatto che gli adulti con Covid abbiano una elevata concentrazione di anticorpi neutralizzanti è proprio segno di un’infezione più feroce. Infatti più la malattia si sviluppa in forma grave, maggiori sono gli anticorpi neutralizzanti prodotti dal paziente”

Quello che ora gli esperti stanno cercando di capire è come i bambini si liberino prima del virus rispetto agli adulti. 

Due sono le ipotesi, secondo gli scienziati, ovvero che nei più piccoli la risposta immunitaria è innata, quindi più rapida. 

Oppure la seconda ipotesi, è che i bambini presentino sulle cellule pochi recettori necessari al Coronavirus per infettare. Quindi sono in qualche modo meno suscettibili al Sars-CoV-2.

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Per concludere Donna Farver, l’altra coordinatrice del lavoro, afferma che “i dati emersi dal nostro studio sono coerenti con i risultati di altri studi condotti in diversi paesi secondo i quali i bambini in età scolare non sono vettori del nuovo Coronavirus“.