Piemonte, primi effetti del lockdown: code ai supermercati

Piemonte, in attesa che il nuovo lockdown cominci in una delle regioni in area rossa, ecco i primi effetti: code ai supermercati torinesi

I casi sono due: o in Piemonte la paura per il nuovo lockdown è tanta, oppure la popolazione locale non ha capito bene le norme previste nl nuovo Dpcm del governo. Così oggi a Torino in due grandi supermercati di zone diverse della città sono state registrate le prime code.

Piemonte, primi effetti del lockdown: code ai supermercati (Getty Images)

Intendiamoci, tutti hanno il diritto di andare a fare la spesa quando credono, ma per un giorno feriale come oggi è sembrato strano vedere così tanta gente e carrelli così pieni. Lo conferma l’Ansa che parla di acquisti anomali sia nell’Ipercoop di Parco Dora che nel Carrefour di corso Turati, zone diverse della città.

Eppure il testo del Dpcm in zona rossa è chiaro: se nel weekend (ma in Piemonte era già così) i negozi dei centri commecriali saranno chiuso, non così per supermercati e ipermercati. Anzi, possono rimaere aperti tutti i negozi di alimentari (compresi discount e per il commercio al dettaglio di prodotti surgelati). Allo stesso modo continueranno a funzionare i banchi dei vari mercati cittadini che commerciano in generi alimentari e prosdotti per la casa, considerati beni essenziali.

Il timore del nuovo lockdown comincia ad essere forte (Getty Images)

Una precisazione che vale per tutta l’Italia, anche nelle quattro regioni come il Piemonte che da domani (5 novembre) entrerà nella cosiddetta ‘area rossa’ e lì rimarrà almeno due settimane. Ma evidentemente il ricordo di quanto successo la scorsa primavera, anche se i beni di òprima necessità non sono mai mancati, pesa ancora come un macigno.

Piemonte, primi effetti del lockdown: il governatore regionale Cirio infuriato con il goverbo

Il Piemonte sta per vivere quindi il suo personale coprifuoco, come le vicine Lombardia, Valle d’Aosta e la Calabria,. Ma il governatore regionale Alberto Cirio non ci sta perché secondo lui, dati alla mano, la decisione del gocerno doveva essere più soft.

Oggi Cirio si è sfogato con un lungo post su Facebook nel quale denuncia la disparità di trattamento tra regione e regione: “Voglio che mi si spieghi – scrive tra l’altro – la logica di queste scelte pretendo dal Governo chiarezza. Il rispetto delle istituzioni fa parte della mia cultura. Ed io rispetto lo Stato. Ma anche il Piemonte merita rispetto”.

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