Dpcm, Giuseppe Conte: misure allentate con virus stabile per 14 giorni

Il premier Giuseppe Conte sull’ultimo dpcm chiarisce che le restrizioni verranno allentate se l’indice Rt si mantiene stabile per 14 giorni consecutivi. Ogni regione è un caso a sé

Giuseppe Conte dice che le misure dell'ultimo dpcm possono essere allentate se l'indice si mantiene stabile per 14 giorn
Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte (Getty Images)

Emergenza Covid, nuovo Dpcm: il premier Giuseppe Conte annuncia che le misure restrittive nelle regioni potranno cambiare, a patto che l’indice Rt si mantenga stabile per almeno per 14 giorni consecutivi.

“Se una regione dovesse rientrare in condizioni di stabilità per 14 giorni – ha chiarito Conte – potrà essere assoggettata ad un regime di misure meno restrittive”.

In altre parole, in una regione i contagi potrebbero calare o mantenersi stabili e, quindi, scatterebbe in automatico una revisione dei divieti, con maggiori allentamenti.

L’ultimo Dpcm firmato da Presidente del Consiglio entrerà in vigore domani e sarà valido fino al 3 dicembre prossimo.

E’ un Italia a semafori quella che vivremo: sono state individuate tre aree di rischio, a seconda della diffusione del contagio.

Le regioni dell’area gialla, tra le quali Campania e Lazio, hanno attualmente una criticità moderata. Ci si potrà spostare liberamente salvo poi rientrare a casa entro le 22. Il coprifuoco, infatti, è esteso a tutto il territorio nazionale. Teatri, cinema e musei chiusi in tutte le regioni, indistintamente.

Ci sono poi la Puglia e la Sicilia con “bollino arancione” e a un passo dalla soglia limite. Dovranno chiudere bar, ristoranti, pub, gelaterie e pasticcerie. Bloccata la mobilità fra le aree ma saranno comunque assicurati i servizi alla persona (parrucchieri e barbieri).

Infine, le regioni dell’area rossa vivranno una sorta di secondo lockdown. E’ il caso di Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia e Calabria. Restrizioni molto severe per queste regioni che ritornano alla situazione già vissuta a marzo. Saranno chiusi tutti i negozi ad eccezione di: tabaccai, farmacie, parafarmacie, edicole ed alimentari.

Per coloro che risiedono in una zona  attualmente rossa, non sarà possibile superare i confini regionali e neppure uscire dal proprio comune di residenza, salvo che per “comprovate esigenze” di lavoro, studio e salute.

Covid, dpcm Conte: la rabbia di Nello Musumeci

Nello Musumeci presidente della Regione Sicilia polemizza sull'ultimo dpcm di Conte
Nello Musumeci, Presidente della Regione Sicilia (Getty Images)

Mancano poche ore alla sua entrata in vigore ed è già polemica per l’ultimo dpcm varato da Conte. Ad alzare la voce, questa volta, è il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci.

Il governatore definisce assurda ed irragionevole la decisione del Governo di relegare la Sicilia a zona arancione. “Il ministro Speranza ha adottato una grave decisione – spiega Musumeci – senza un’intesa preventiva con la Regione”.

A Nello Musumeci non va giù il fatto che la Sicilia, con poco più di mille contagi totali sia stata praticamente equiparata alla Campania che ne ha molti di più.

La Campania ha circa quattromila nuovi positivi, noi appena mille – tuona Musumeci aggiungendo – siamo stati fortemente penalizzati”.

Covid, la curva dei contagi continua a crescere in Italia e nel mondo
Salgono i contagi in Italia (Getty Images)

La polemica di Nello Musumeci si ricollega, per certi versi, a quella del suo collega Alberto Cirio, governatore del Piemonte. Anche lui, infatti, ha lamentato poco coinvolgimento da parte del governo centrale. Intanto domani l’Italia riparte, per l’ennesima volta, con tante speranze e molta fatica.