Fake News Coronavirus: Twitter è stato infettato da centinaia di bot

Twitter è il social network più utilizzato per la diffusione di informazioni tempestive sul Coronavirus: ecco come viene sfruttato per far circolare fake news.

fake news coronavirus
(Pixabay)

social network sono in grado di influenzare il sentiment delle persone in merito a un determinato argomento. Il funzionamento di questo meccanismo è piuttosto semplice: per capire cosa pensa l’opinione pubblica in merito a un determinato argomento basta cercare quell’argomento su Twitter e leggere i tweet che vengono scritti dagli utenti su quelle tematiche.

Al fine di manipolare l’opinione pubblica su argomenti “caldi” molto spesso vengono utilizzati dei bot, ovvero dei profili fake che postano sui social grandi quantità di messaggi relativi all’argomento prescelto e spesso contenenti un hashtag di riferimento.

Naturalmente i messaggi generati dai bot parleranno in maniera molto positiva oppure molto negativa dell’argomento su cui si vuole influenzare l’opinione pubblica.

In questo modo, gli utenti reali che decideranno di informarsi su Twitter o su un qualsiasi altro social per sapere “cosa pensa la gente comune” in merito a un certo tema, si troverà davanti centinaia e centinaia di post non autentici e manipolati. Finiranno quindi per convincersi che, se tante persone al mondo la pensano in un certo modo, forse avranno ragione e finiranno – inconsapevolmente – per abbracciare la tesi portata avanti nei post che sono stati prodotti in maniera artificiale.

Le Fake News sul Coronavirus e sull’immunità di gregge che hanno preso d’assalto Twitter

donna con mascherina in mano
donna con mascherina in mano – Fonte: Adobe Stock

Mentre in Italia si continua incessantemente a lavorare per la messa a punto di un vaccino per il Coronavirus, molti economisti, epidemiologi e giornalisti dell’American Institute for Economic Research (Istituto Americano per la Ricerca Economica) si sono riuniti per parlare di come il lockdown totale debba essere evitato.

Dall’incontro dei primi di Ottobre è nato un testo, denominato Great Barrington Declaration, che si può definire come un vero e proprio documento anti lockdown. I primi tre firmatari sono professori delle università di Harvard, Oxford e della Stanford University Medical School.

Dopo essere stato redatto e firmato dai suoi principali fautori, il documento è stato diffuso in tutto il mondo affinché altri scienziati decidessero se unirsi ai firmatari. Attualmente sono ben 43.000 medici e 580.000 cittadini ad aver firmato la dichiarazione che ha suscitato moltissime polemiche in tutto il mondo, soprattutto all’interno del mondo scientifico.

Alla base della dichiarazione c’è una fortissima preoccupazione per le conseguenze della pandemia sul lungo e lunghissimo periodo. Coloro che hanno scritto il documento hanno evidenziato il fatto che tutti i malati non Covid vengono attualmente trattati come malati di serie B in tutto il mondo e, per questo motivo, non stanno ricevendo le cure necessarie. 

Considerando questo fatto è molto probabile che il tasso di mortalità nei prossimi anni aumenterà in maniera importante, a causa delle cure non somministrate ai pazienti durante la pandemia di Coronavirus.

Per far fronte a questa situazione, ed evitare che si giunga al tracollo del sistema sanitario e di quello economico, gli scienziati che hanno formulato la Great Barrington Declaration hanno proposto una protezione focalizzata su coloro che appartengono a fasce di popolazione a rischio e che, per questo motivo, vanno tutelati più degli altri.

L’obiettivo è quindi quello di mettere in campo quella che nel documento viene definita una protezione focalizzata, in maniera da permettere a coloro che appartengono alle fasce non a rischio di continuare la propria vita e le proprie attività normalmente.

Secondo questa teoria, nel momento in cui i soggetti più forti dal punto di vista fisico svilupperanno gli anticorpi necessari a combattere il virus, anche le persone più anziane e a rischio saranno protette da quella che viene definita immunità di gregge.

L’obiettivo delle misure proposte all’interno della dichiarazione sono finalizzate quindi a “ridurre al minimo sia la mortalità sia i danni sociali causati dal lockdown fino al raggiungimento dell’immunità di gregge”.

Come già accennato, la comunità scientifica si è spaccata in due in merito alle proposte portate avanti dalla dichiarazione americana. La cosa più grave però è che l’opinione pubblica è stata manovrata profondamente per convincere più persone possibile a sostenere e possibilmente a firmare la dichiarazione. Quest’operazione è stata compiuta attraverso il social più profondamente coinvolto nella diffusione di informazioni tempestive sulla pandemia di Coronavirus: Twitter.

La Federazione degli Scienziati Americani ha infatti commissionato una ricerca al fine di analizzare tutte le conversazioni che gli utenti di Twitter hanno avuto in merito alla Great Barrington Declaration.

I ricercatori hanno concluso che su oltre 180.000 tweet che trattavano l’argomento dell’immunità di gregge il 45% è probabilmente stato prodotto dai bot.

Per stabilirlo i ricercatori hanno osservato vari parametri, come il numero dei tweet e la velocità con cui i tweet erano stati pubblicati. Inoltre gran parte di messaggi erano stati prodotti da un numero piuttosto limitato di account e questo ha portato a identificare tali account come fake.

La conversazione su twitter in merito agli stessi argomenti ma con un sentiment negativo nei confronti della Great Barrington Declaration era trattata attraverso tweet prodotti da molti più utenti e soprattutto attraverso metodi e frequenze di pubblicazione molto naturali. Anche tra coloro che si oppongono alla declaration ci sono bot, ma non sono stati utilizzati in maniera così massiccia, ha spiegato la ricerca.

Ne deriva che in America ci sono centri di potere disposti a utilizzare grandi risorse economiche e tecnologiche per influenzare l’opinione pubblica in modo che i cittadini americani si oppongano al lockdown totale e facciano pressione sul governo per ottenere lockdown parziali o attenuati.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Giuseppe Conte (@giuseppeconte_ufficiale) in data:

In Italia potrebbe accadere qualcosa di simile? Probabilmente no, ma è sempre bene sapere che i social network come Twitter o Whatsapp sono terreno molto fertile per le fake news e bisogna prestare la massima attenzione.