DPCM 24 Ottobre: nelle piazze il funerale dello spettacolo italiano

Il DPCM del 24 Ottobre ha chiuso anche i teatri: per questo i lavoratori dello spettacolo hanno inscenato il suo funerale nelle piazze italiane.

lavoratori spettacolo proteste
(Instagram)

Non c’era alcun dubbio che la protesta dei lavoratori dello spettacolo per il DPCM del 24 Ottobre sarebbe stata una delle più memorabili in assoluto.

Gli artisti e i lavoratori del teatro sono scesi nelle piazze italiane indossando i propri costumi e manifestando il proprio dissenso e il proprio grido d’aiuto in maniera pittoresca, che ha voluto attirare l’attenzione sull’importanza e sulla non sacrificabilità del settore culturale.

DPCM 24 Ottobre: le proteste dei lavoratori dello spettacolo

Giuseppe Conte fase 4
Giuseppe Conte (Instagram)

In Piazza della Scala a Milano i musicisti della Scala hanno messo in scena un concerto muto, mimando i gesti che avrebbero compiuto se avessero potuto suonare i propri strumenti all’interno del teatro. I cantanti, che avrebbero dovuto mettere in scena La Bohème a partire dal prossimo 4 Novembre, hanno mosso la bocca senza cantare.

 

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Un post condiviso da Mairo Cinquetti (@mairocinquetti) in data:

In Piazza Castello a Torino i lavoratori dello spettacolo hanno manifestato per chiedere il reddito garantito per i lavoratori dello spettacolo attualmente impossibilitati a svolgere il proprio lavoro. A fare notizia è stata anche la presenza dei lavoratori dei Luna Park, che hanno chiesto in massa che la loro categoria venga riconosciuta come impresa e, quindi, sostenuta dallo Stato nel momento in cui sarà impossibile organizzare i tradizionali Luna Park invernali.

In Piazza De Ferrari a Genova la manifestazione si è svolta intorno alla grande fontana circolare posta nel centro della piazza principale della città. Ballerini, attori e artisti in generale hanno camminato intorno alla fontana per manifestare il proprio dissenso contro gli ultimi provvedimenti del governo. In particolare a Genova è emersa in tutta la sua gravità la già precaria situazione economica degli attori e dei lavoratori dello spettacolo in generale. “Anche in tempi normali noni siamo abbandonati, ma oggi la situazione è ancora più complessa perché non abbiamo alcun aiuto economico. Servono soldi per aiutare le persone che non lavorano, anche perché le poche riserve che avevamo erano già finite con la prima chiusura” ha spiegato l’attore Massimo Olcese, che avrebbe dovuto trovarsi in tournée.

La situazione dei manifestanti di Genova è stata particolare, a causa dei limiti imposti da un’ordinanza della regione che limita gli assembramenti anche nelle strade pubbliche.

 

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Un post condiviso da Angelica Bifano (@bifanoangelica) in data:

In Sardegna oltre 500 persone, mascherate e in costume, hanno manifestato il proprio dissenso così come a Napoli, dove nella storica Piazza del Gesù, intorno alla Guglia dell’Immacolata, gli attori e gli artisti napoletani hanno messo in scena il corteo funebre dei lavoratori dello spettacolo. Uno dei cartelli recitava: “Prima delle rose vogliamo il pane”.

 

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Un post condiviso da Elisa Dal Corso (@elisa.dalcorso) in data:

Negli scorsi giorni anche il Maestro Riccardo Muti, celeberrimo direttore d’orchestra, proprio di origini napoletane, si era unito al coro di protesta. Aveva scritto una lettera aperta al Presidente Conte al quale il Presidente ha risposto direttamente affermando che la decisione di chiudere i luoghi di spettacolo è stata sì grave come definita dal Maestro Muti, ma lo è stata perché dettata da una situazione altrettanto grave, quella della sanità pubblica.

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