Giuseppe Remuzzi sul Covid-19: “Se over 70 si ammalano, 1 su 2 morirà”

Una dichiarazione choc quella di Giuseppe Remuzzi sul Covid-19. A quanto pare, lo studioso mira a difendere gli anziani: “Devono sapere”.

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Il professor Giuseppe Remuzzi è, dal 2018, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS.

Considerato uno dei migliori ricercatori italiani al mondo, ha dichiarato oggi ai microfoni di Rai Radio 1 che la mortalità causata dal Coronavirus, per gli over 70, sarà veramente alta.

Il suo avvertimento mira a proteggere gli anziani: “Questa è un’informazione importante”.

Giuseppe Remuzzi sul Covid-19: “Uno su due morirà”

Giuseppe Remuzzi sul Covid
Coronavirus Covid-19 background – 3d rendering – Fonte: Adobe Stock

Un avvertimento duro ma, a quanto sembra, necessario quello di Giuseppe Remuzzi.

Il professore, infatti, ha oggi rilasciato una dichiarazione piuttosto cruda: “Le persone con più di 70 anni devono sapere che, se si ammalano e dovessero arrivare in rianimazione, uno su due morirà.

Un’affermazione decisamente sconvolgente ma che, secondo il luminare, è necessaria per far sì che le persone più anziane abbiano coscienza della loro situazione.
Nel rispondere alle numerose domande poste dai radioascoltatori, infatti, Giuseppe Remuzzi ha comunque sottolineato che non crede nell’utilità di un lockdown “separatista”.

In molti, infatti, chiedevano il suo parere sull’ipotesi di tutelare gli over 65, separandoli con una quarantena mirata.
Il professore, però, ritiene che sia più importante che tutti abbiano ben chiara quale sia la situazione: non crede tanto nelle misure restrittive quanto nella consapevolezza dei singoli.

Chi non vuole avere problemi” continua il professore “stia a casa. Deve essere una decisione sua. Chi invece vuole avere una vita attiva deve sapere che negli ambienti che frequenta rischia di ammalarsi e che, se dovesse andare in ospedale e stare male, ha molte più probabilità di morire.

Parole decisamente forti ma che dipingono un quadro ben preciso riguardo la situazione attuale: in Svizzera, infatti, gli anziani sono già esclusi dalle terapie intensive.

L’invito, quindi, è alla massima prudenza.
Per tutti, certo, ma soprattutto per gli anziani per i quali, al momento, gli ospedali impiegano l’80% delle risorse, sempre secondo Remuzzi.

Ovviamente l’idea è quella di diffondere consapevolezza nelle file delle persone più a rischio: se gli anziani si proteggessero, sempre secondo le parole del professore, sarebbe di certo meglio per tutti.

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Foto da Pixabay

Nel frattempo gli effetti del Covid-19 sulle imprese iniziano a farsi sentire.
Moltissime, invece, sono le di persone categorie a rischio, anche se una in particolare più delle altre.

I numeri dei contagiati di ieri, 28 Ottobre, così come le dichiarazioni choc del presidente Conte parlano chiaro; è ora di iniziare a prendere seriamente i rischi.

Soprattutto gli anziani, quindi, dovrebbero far loro queste cautele: per la loro salute e quella degli altri.

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