Decreto ristori, tutte le categorie che riceveranno rimborsi

Decreto ristori, in fase di definizione tutte le categorie che riceveranno rimborsi dopo il nuovo DPCM e le cifre previste

Un pacchetto da almeno 5 miliardi, ma che secondo ‘Il Sole 24 Ore’ potrebbero sfiorare i 7, sfruttando risorse del bilancio in attesa che arrivino i fondi dall’UE. A tanto ammonta la cifra prevista dal governo per il decreto Ristori, parola magica che significa in concreto aiuti per quelle categorie di imprenditori e lavoratori penalizzati dal nuovo Dpcm.

Governo, nuovi provvedimenti in aiuto di bar e ristoranti (Getty Images)
Decreto ristori, tutte le categorie che saranno rimborsate (Getty Images)

Teoricamente copriranno il mese di chiusura oppure orario ridotto forzato, fino a quando non scadrano gli attuali provvedimenti. Praticamente però non toccheranno a tutti e non in egual misura. Il principio è quello di finanziare i mancati incassi e salvaguardare anche il lavoro, come richiesto dall’Ue. Il tavolo è aperto, resta da capire chi potrà beneficiarne.

Il comparto turistico-alberghiero ad esempio nulla c’entra direttamente con ristoranti, bar, pasticcerie e altre tipologie di locali. Ci sarà un indenizzo anche per chi è dentro a questa categoria? L’ipotesi è di 2 miliardi per circa 350mila imprese, in automatico per chi aveva già fatto domanda durante il primo lockdown, con bonifici direttamente sul conto corrente del richiedente.

Il ristoro da parte dello Stato arriverà in base ai codici Ateco dell’azienda. La cifra base sarò pari alla stessa misura di quella già ricevuto la scorsa estate grazie al decreto Rilancio e un tetto massimo fissato probabilmente a 150mila euro. Nell’elenco rientreranno bar, pasticcerie, ristoranti che di fatto perdono la fasscia serale di aperitivi e cene.

Decreto ristori, a quando ammontano i rimborsi per le categorie penalizzate dal nuovo DPCM

bar chiuso a mezzanotte
Ristori, dal 100% al 400% a seconda delle chiusure e dei disagi (Unsplash)

Come sarà calcolato il ristoro? Dovrebbero essere quattro le fasce: 400% delle somme incassate con il decreto Rilancio perle attività chiuse  prima del nuovo Dpcm dopo l’impennata recente dei contagi, come sale da ballo e discoteche. Poi 200% per tutte le attività costrette a chiudere: significa cinema, teatri, palestre, piscine, centri termali, centri benesseresale giochi, scommesse o bingo, fiere.  E ancora 150% per chi ha subito un danno parziale, come i ristoranti che a pranzo rimangono aperti e la sera fanno servizio di asporto. Infine 100% per gli esercizi e alle attività che con la chiusura alle ore 18 possono limitare le perdite.

Aiuto però anche per i lavoratori impiegati in quei settori. Nel decreto quindi è prevista la proroga della Cassa integrazione a carico dello Stato per altre 6 settimane fino alla fine dell’anno. Servirà ad evitare di lasciare senza copertura chi dovesse aver esaurito le settimane già a metà novembre.

Prevista anche una indennità una tantum per gli stagionali del turismo, spettacolo e lavoratori dello sport, tra 800 e 1000 euro. Infine sarà finanziata una ulteriore mensilità del reddito di emergenza per le famiglie che non avranno accesso a nessuna di queste misure. Infine circa 60 milioni dovrebbero essere destinati alle forze dell’ordine impegnate nei controlli sul rispetto delle regole su aperture e chiusure delle attività.

Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, non più tardi di ieri ha assicurato interventi già entro la metà novembre. Chi è coinvolto aspetta.

 

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