Barbara D’Urso e i cali costanti degli ascolti: è la fine di un’era?

Il calo d’ascolti costante che i programmi di Barbara D’Urso stanno conoscendo negli ultimi tre anni porteranno Mediaset a prendere una decisione drastica?

Barbara d'Urso commossa
d’Urso (Screen)

È stata per oltre un decennio la regina incontrastata della televisione di intrattenimento di Canale 5. Il palinsesto della rete ammiraglia della famiglia Berlusconi ha ospitato anche 4 suoi programmi contemporaneamente, costringendo Barbara a indicibili tour de force che la portavano a registrare alcuni programmi in anticipo pur di mantenere tutti gli impegni.

Il suo modo di fare televisione, nel bene come nel male, ha condizionato un’intera generazione di italiani, creando un linguaggio comunicativo fatto di eccessi, compassione, un pizzico di egocentrismo e tanto, tantissimo trash (anche se alla signora D’Urso non piace affatto che si definisca così il suo modo di lavorare).

Eppure, tra alti e bassi,  nonostante gli ospiti discutibili e i filoni narrativi a volte al limite dell’assurdo (si pensi al Pratigate), Barbara ha continuato a mantenere incollati allo schermo milioni e milioni di telelespettatori.

Da un certo momento in poi, però, le cose hanno cominciato a sfuggire dalle dita di Barbarella e gli ascolti hanno cominciato a calare. La sua reazione? Un capolavoro di manipolazione delle informazioni (tutte vere, ma assolutamente fuorvianti) che continuano a essere diffuse attraverso il profilo Instagram di Barbara.

Barbara D’Urso, Mara Venier e il picco (negativo) degli ascolti

barbara d'urso batte giletti
Barbara d’Urso (Instagram)

Tra Pomeriggio 5, Live – Non È La D’Urso e Domenica Live sono poi così differenti tra loro? In realtà no, eppure continuano sempre uguali a loro stessi da anni, portando in scena storie e personaggi sempre più “diseducativi” (per citare le recenti parole di Selvaggia Lucarelli).

Il motivo per cui per così tanto tempo Mediaset ha accettato di buon grado di mandare in onda programmi ripetitivi, e spesso incentrati su tematiche che hanno pesantemente virato verso il cattivo gusto, è molto semplice: gli ascolti sempre eccellenti che la D’Urso riuscita ad assicurare a una TV commerciale che, quindi, fa degli ascolti il proprio motore principale.

Si ha l’impressione però che, a parte qualche variante dovuta alla forma del programma, la sostanza sia sempre la stessa e che, addirittura, ormai gli autori dei vari show si limitino a compilare un calendario di comparsate lungo il quale fanno ruotare gli ospiti del momento che, in realtà, rimangono gli stessi per mesi, “colonizzando” praticamente tutto lo spazio televisivo che gravita intorno alla figura della D’Urso.

È proprio questo, forse, ad aver stufato un po’ il pubblico che da molti anni seguiva con moltissimo affetto le trasmissioni di Barbara D’Urso. Come ha sottolineato Maurizio Costanzo, a Barbara D’Urso (e a Mara Venier) si possono criticare molte cose, eppure pochissime altre donne della televisione sono in grado di condurre un programma e plasmare la televisione fino a renderli a propria immagine e somiglianza. 

Capace come poche altre di trovare un parlare lo stesso linguaggio del pubblico e di instaurare una comunicazione serratissima ed efficace con i suoi telespettatori, da un certo momento in poi Barbara non ha più avuto bisogno di fare molto: solo di limitarsi a essere se stessa.

Per quanto il prodotto – D’Urso sia interessante e accattivante, però, non può rinnovarsi all’infinito. Al contrario, negli ultimi anni ha dimostrato di essere rimasto cristallizzato all’interno di uno schema ripetitivo che non sta più premiando.

Negli ultimi tre mesi la situazione degli ascolti di Barbara D’Urso si è fatta palesemente grave: tutti i suoi programmi vengono sconfitti costantemente (e non di tanto in tanto) dall’agguerrita concorrenza RAI.

Nonostante questo, Carmelita continua ad annunciare con toni trionfanti i grandi risultati di pubblico che i suoi programmi otterrebbero giorno dopo giorno. Proprio lì sta il “grande inganno” di Barbara D’Urso: i “3 milioni di spettatori, il 23% di share e 8 milioni di contatti” potrebbero sembrare dati soddisfacenti, ma si tratta solo dei picchi auditel della trasmissione e dei “contatti”. Si considera “contatto” ogni telespettatore che sia “passato” su Canale 5 e che abbia guardato il programma per almeno un minuto.

Otto milioni di spettatori hanno quindi guardato un minuto della D’Urso, ma quanti hanno precipitosamente cambiato canale? È questa la domanda da porsi davvero. Secondo dati più approfonditi Live – Non È La D’Urso è stato letteralmente doppiato da L’Allieva 3, l’apprezzatissima fiction di Rai1 che ha ottenuto ben 4.493.000 spettatori a fronte dei soli 1.854.000 spettatori che hanno seguito Live nel corso del programma vero e proprio. Ancora più preoccupante il fatto che Live venga preceduto da una anteprima lunga oltre mezz’ora che registra dati d’ascolto migliori del programma, segno che non riesce nell’intento di catturare l’attenzione dei telespettatori.

Pomeriggio 5 è stato invece regolarmente sconfitto da La Vita in Diretta di Alberto Matano per ben 22 volte nel corso dell’ultimo mese, quindi di 31 messe in onda.

 

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Per quanto riguarda la Domenica, invece, è palese che l’avvento di Mara Venier e della sua “nuova giovinezza” in RAI abbia dato il colpo di grazia alla televisione a marchio D’Urso, proponendo un intrattenimento leggero e confidenziale, ma che non scade necessariamente in tematiche che mettano costantemente all’angolo il buon gusto degli spettatori. E anche su Domenica Live, Maurizio Costanzo ha avuto molto da dire.