Fontana: “La contrarietà di Salvini è leggenda metropolitana”

Sapevamo ci fossero state non poche scintille fra il governatore della regione Lombardia e Matteo Salvini. Oggi alcune dichiarazioni di Fontana.

Attilio Fontana (Instagram)

Precedentemente si era venuto a sapere che il leader della Lega, successivamente ad una riunione con gli esponenti del centro destra, aveva dichiarato di avere non pochi dubbi sulle misure che voleva adottare il Governatore Lombardo.

Infatti appena uscito dalla riunione aveva fatto una affermazione ben precisa:”Le misure in Lombardia? Ho una riunione adesso con gli assessori, i consiglieri e il governatore Fontana per capire. Perchè a me piace capire le cose”.

Sembrava quindi esserci l’inizio di una controversia fra i due esponenti.

Successivamente però, qualche ora dopo, la Regione aveva diffuso la notizia di aver lavorato fino tarda sera con il ministro della Salute, Roberto Speranza, per la parte di competenza ministeriale.

Successivamente erano poi passati alla parte dell’ordinanza relativa alle competenze del presidente della Regione, Attilio Fontana.

Della presunta controversia non si sapeva più nulla, fino a quando successivamente il leader della Lega Matteo Salvini aveva rassicurato i suoi sostenitori sulla vicenda, dichiarando che la controversia con il governatore lombardo Attilio Fontana sul “coprifuoco” in Lombardia erano state delle solite fantasie mai realizzatesi.

Oggi sono arrivate delle dichiarazioni a riguardo da parte dello stesso Presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana.

Fontana e la leggenda metropolitana dello scontro con Salvini

Lombardia, Salvini "richiama" Fontana (Getty Images)
Lombardia, Salvini “richiama” Fontana (Getty Images)

Il Presidente della regione Lombardia, Attilio Fontana, ha rilasciato delle dichiarazioni in merito al coprifuoco ed alla questione controversa delle presunte tensioni fra lui e Matteo Salvini.

Il Presidente ha definito necessario il coprifuoco che sta interessando tutta la Regione per poi spostare la sua attenzione sulla presunta controversia con Salvini.

Fontana ha infatti definito mere “leggende metropolitane” i retroscena sulla contrarietà del segretario della Lega Matteo Salvini al coprifuoco in Lombardia.

Secondo quanto da lui dichiarato a Sky tg24, il Presidente ha infatti dichiarato che Matteo Salvini si è recato alla Regione da lui solamente per conoscere più direttamente e approfonditamente quali erano i dati che erano in suo possesso.

“È tutto finito lì, è stata una sua valutazione dei dati, non c’è stato nessun litigio, nessuno scontro, nulla di tutto quello che queste favole raccontano. Alla fine, esaminati i dati, si è convinto che il coprifuoco era una situazione inevitabile”.

Questo è quanto dichiarato dal Presidente della Regione Lombardia, che inoltre aveva subito anche “accuse” dal senatore Centinaio che considerava il provvedimento inutile.

La controversia sembrerebbe quindi non esserci mai stata fra i due e che i dissapori in realtà erano semplici e pure richieste di maggiori informazioni da parte del leader della Lega.

Fatto sta che Attilio Fontana, come mostrato più volte anche sui social di cui riportiamo un esempio di seguito, si è difeso a spada tratta in non poche occasioni.

 

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Il giornalismo di inchiesta è sinonimo di libertà di espressione a condizione che si fondi su verità e non ceda a sterili mistificazioni o peggio a teorie complottiste. Per l’ennesima volta, in concomitanza con l’aggravarsi della crisi pandemica in Lombardia, mi sono ritrovato destinatario di incredibili accuse e autonome ricostruzioni con lo scopo di creare imbarazzo nel partito che rappresento, nella mia famiglia, nella mia persona. Sessanta interminabili minuti di trasmissione sulla terza rete di Stato in cui nell’ordine viene visto un mio gesto di generosità, compiuto con la leggerezza di chi non ha nulla da nascondere per mantenere in equilibrio i rapporti familiari, come escamotage per coprire una operazione di favoritismo andata male; si esamina al microscopio la carriera di mia figlia al fine di attaccare 800,00 euro di parcella, senza tener conto che gli elenchi dei legali accreditati presso un Ente soggiacciono a principi di trasparenza, controllo e turnazione che sono stati sempre osservati. Una valutazione del patrimonio ereditato oltre ad una vecchia vicenda descritta in chiave complottistica e degna dei peggiori film di spionaggio afferente il Comune di Varese e comunque già favorevolmente giudicata dalla magistratura e per di più infarcita da Report con palesi menzogne. Infine l’apoteosi della malvagità, il vile tentativo di coinvolgere il mio nome alla ndrangheta e tangenti parlando di mappa del potere in Lombardia. Una insinuazione gravissima gratuita e di inaudita scorrettezza. Una brutta pagina di televisione, una brutta pagina di ricostruzioni artefatte, l’ennesimo vile attacco ad una Giunta solida impegnata oggi più che mai a fronteggiare una pandemia letale. Se questo è tutto, torno al lavoro più motivato di prima e più ricco della solidarietà che mi è giunta in queste ore.

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Per il Presidente della Regione lo scontro è stato quindi solamente “una leggenda metropolitana”.

 

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