Vaccino Coronavirus: nuovi passi avanti dagli Stati Uniti

L’azienda statunitense di biotecnologie Moderna ha annunciato che un altro step è stato completato per la realizzazione di un vaccino efficace contro il Coronavirus.

Tamponi, nel Lazio è polemica fra sanità pubblica e privata (AdobeStock)
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Secondo Moderna entro Dicembre si potrebbe arrivare a chiedere l’approvazione del vaccino da parte della autorità competenti negli States.

A far ben sperare è il completamento dell’arruolamento dei volontari che si è concluso proprio in questi giorni. Perché un vaccino venga approvato e somministrato su larga scala a tutti i cittadini è necessario infatti che sia sperimentato su “cavie” volontarie che accettino di provare un farmaco sperimentale.

La Moderna è stata impegnata nella sperimentazione del vaccino su soggetti a rischio, che presentano cioè patologie pregresse gravi. Tali patologie dette “pregresse” costituiscono un pericolo ulteriore per coloro che si ammalano di Coronavirus, perché non è ancora possibile prevedere con esattezza quali siano le interazioni tra il Coronavirus e le altre patologie, quindi quali effetti ci potrebbero essere sui pazienti.

Il progetto Cove e la verifica del vaccino anti Coronavirus

Johnson&Johnson, interrotti gli esperimenti sul vaccino anti Covid (Getty Images)
Johnson&Johnson, interrotti gli esperimenti sul vaccino anti Covid (Getty Images)

Il progetto Cove (cioè la sperimentazione su soggetti a rischio) si è basato sull’arruolamento di un campione statistico composto dal 42% di persone con patologie gravi, di cui più di 7.000 hanno più di 65 anni, mentre altri 5.000 hanno meno di 65 anni ma sono affetti da patologie gravi come obesità e problemi cardiaci.

“Siamo in debito con tutti coloro che hanno partecipato allo studio” ha dichiarato ai media l’amministratore delegato di Moderna, che ha anche sottolineato la grande attenzione dell’azienda nel coinvolgimento di minoranze etniche che solitamente non sono rappresentate in maniera adeguata all’interno della sperimentazione farmaceutica.

“Lo studio include più di 11.000 partecipanti provenienti da comunità di colore che rappresentano il 37% della popolazione dello studio. Ciò include più di 6.000 partecipanti che si identificano come ispanici e LatinX e più di 3.000 partecipanti che si identificano come neri afroamericani”.

Si tratta di un segnale importantissimo negli Usa, dal momento che sono molto fresche nella memoria degli statunitensi le proteste per la morte di George Floyd e la tensione sociale che non si è ancora placata con l’espandersi del movimento Black Lives Matter.

Tra l’altro le minoranze etniche degli States hanno subito molto più della comunità bianca l’impatto devastante dell’espansione dei contagi, dettaglio che rende ancora più apprezzabili gli sforzi di Moderna.