Scuola: concorso per professori. Oggi i primi 1.645 candidati

Al via nella giornata di oggi il concorso per i professori. Un bando di 32mila posti per più di 64mila candidati.

Congedo per figli in quarantena come funziona chi può richiederlo
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Di un incremento di organico nelle scuole non possiamo fare altro che gioirne.

I nostri bambini grazie a queste nuove assunzioni potranno fare lezioni con un personale più giovane e che quindi possa trasmettere i propri insegnamenti, istruendo e formando, in modi magari nuovi e meno datati.

Certo, l’esperienza dei più anziani è oro per i nostri studenti, ma se affianchiamo una giovane dinamicità ad una più datata esperienza non possiamo fare altro che essere felici per i nostri bambini.

In questo modo si potrebbero ottenere metodi di didattica alternativa e magari potremo trovare i nostri studenti, al sicuro, a fare lezione sugli scogli.

Fatto sta che questo concorso ha suscitato non poche polemiche fra coloro che dovevano sostenerlo, circa i tempi tecnici di informazione ed anche le modalità con cui esso è stato svolto.

Vediamo più nel dettaglio.

Concorso per professori: alcuni dettagli importanti

Rientro a scuola risposte miur a domande dei genitori
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Dopo che la ministra Azzolina aveva dichiarato che la scuola era pronta a ripartire avevamo già evidenziato che ci sarebbero state sia delle nuove assunzioni che l’inizio di un grande concorso da 32 mila posti.

Ha preso il via infatti nella giornata di oggi il concorso per professori. Il tutto ha avuto inizio alle 8.00.

Il concorso straordinario, ricordiamolo, si svolge per la scuola secondaria di primo e secondo grado, riservato agli insegnanti che hanno già almeno 36 mesi di servizio.

Per essere specifici, la procedura aveva messo a bando 32.000 posti e alla quale si sono iscritti 64.563 candidate e candidati.

Di certo però il coronavirus non si è fermato, per vedere i dati del 21 ottobre basta cliccare qui, e naturalmente il tutto si deve svolgere secondo le regole.

Innanzitutto misurazione della temperatura all’ingresso, poi obbligo di indossare sempre e correttamente la mascherina, nessun assembramento, infine rispetto della distanza di sicurezza.

I candidati sono suddivisi per classi di concorso per professori e su più giornate ed infatti le prove andranno avanti fino al prossimo 16 novembre. Durante la giornata di oggi sono attesi i primi 1.645 candidati, suddivisi in 171 aule distribuite su tutto il territorio nazionale.

La prova si svolgerà in modalità computer based e con una durata di 150 minuti. Per quanto riguarda i posti comuni sono previsti cinque quesiti a risposta aperta relativi a conoscenze e competenze disciplinari e didattico-metodologiche sulla materia di insegnamento.

A questi segue poi un quesito composto da un testo in lingua inglese, con cinque domande a risposta aperta al fine di verificare la capacità di comprensione del testo al livello B2.

Per quanto riguarda invece i posti di sostegno, sono previsti cinque quesiti a risposta aperta, finalizzati all’accertamento delle metodologie didattiche da applicare alle diverse tipologie di disabilità e a valutare le conoscenze dei contenuti e delle procedure volte all’inclusione scolastica degli alunni con disabilità.

Ad essi poi segue un quesito composto da un testo in lingua inglese, con cinque domande a risposta aperta volte a verificare la capacità di comprensione del testo al livello B2.

Su quest’ultimo argomento le polemiche in corso sono davvero tante dal web.

Molti infatti “accusano” il Governo di non aver messo a disposizione tutte le misure e le risorse necessarie per il “sostegno” alle persone disabili e con esigenze speciali.

A tal proposito pochissime ore fa, la Ministra Azzolina ha fatto un annuncio molto importante che riportiamo di seguito.

 

 

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PIÙ ASSUNZIONI E PIÙ SPECIALIZZATI SUL SOSTEGNO Nella Legge di bilancio 2021 c’è una grande attenzione per la scuola e, in particolare, per le studentesse e gli studenti più fragili: abbiamo stanziato 1,2 miliardi, a regime, per un piano pluriennale di assunzioni sul sostegno che consentirà di dare risposte a molte famiglie e ragazzi. Ma per poter assumere di più occorre avere anche più docenti specializzati. Per questo, insieme al Ministro dell’Università Gaetano Manfredi stiamo lavorando per incentivare le università a garantire più specializzazioni sul sostegno. Si tratta di un Piano importante di cui la scuola sente il bisogno da tempo. Ho iniziato a lavorarci da quando sono diventata Ministra. Per farlo ho interloquito con le Associazioni che rappresentano le famiglie degli studenti con disabilità, costruendo con loro un percorso condiviso. Non è dunque qualcosa che facciamo da soli, ma insieme a loro. Dobbiamo recuperare un ritardo ventennale. Ma siamo in cammino.

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Seguiranno ulteriori aggiornamenti.

 

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