Contare con le dita non è sbagliato: perché la mano aiuta il cervello

Se i vostri bambini hanno, l’abitudine di contare sulle dita, non correggeteli. Molti studi hanno dimostrato che la relazione tra cervello e dita è stretto

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Contare con le dita? Lo fanno alle volte anche gli adulti ma diverse scuole pensiero negli insegnanti cercano di correggere questa abitudine nei bambini per portarli a ragionare solo con la testa. Ci sono maestre che impongono ai bambini di non usare le dita ma questo rischia di diventare un errore educativo poi difficile da rimuovere con il tempo.

In realtà quando eseguiamo calcoli in testa mettiamo in azione l’area che corrisponde alla rappresentazione della mano. Per questo, che usiamo materialmente la mano o meno, sempre lì stiamo andando e quindi correggere i bambini non ha senso.
In più sul tema sono stati fatti diversi studi negli anni passati per determinare lo stretto collegamento che c’è tra il cervello, la capacità di contare e la mano. Più è stretta la connessione e  migliori saranno i risultati nell’elaborare i numeri, nella comprensione della matematica.

Altri esperimenti hanno determinato che esiste una stretta relazione tra i risultati dei bambini in operazioni come le sottrazioni e le attivazioni nella corteccia cerebrale. I bambini non necessariamente devono muovere i muscoli delle mani per contare, ma funziona meglio nelle sottrazioni che nelle moltiplicazioni

Contare sulle dita, i maestri devono aiutare

Ma ci sono altre ricerche, ancora più profonde che hanno stabilito una relazione tra dita e conti. Il professor Brian Butterworth, noto in tutto il mondo, è stato il primo a determinare che senza un buon collegamento tra cervello e dita i numeri non possono avere una rappresentazione normale nel cervello.

Da qui nasce il concetto di agnosia digitale, cioè l’errata rappresentazione delle proprie dita che porta alla discalculia e quindi all’incapacità di contare correttamente. Per questo i bambini, quando sono opportunamente esercitati a distinguere l’indice dal medio e tutto il resto delle dita riescono anche a calcolare meglio. Quindi già in età prescolare potrebbe essere utili per allenare la mente alla matematica insegnare a riconoscere le dita.

Ma soprattutto così potremmo determinare se effettivamente un bambino ha problemi in matematica e nei calcoli, oppure se semplicemente arriva dopo perché abituato a farlo con le dita. Gli insegnanti dovrebbero quindi lasciarli liberi di fare e piuttosto aiutarli sorreggendoli in questo percorso senza impedimenti.

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