Covid: dal Governo un nuovo probabile DPCM con ulteriori nuovi stop

Il Governo torna a ragionare sul possibile coprifuoco notturno e su ulteriori nuovi stop a delle attività. Nuovo DPCM?

Il Premier Conte fa il punto sul vaccino (Getty Images)
Il Premier Conte  (Getty Images)

Le disposizioni dell’ultimo DPCM sono state stringenti e già durante la conferenza stampa il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, aveva preannunciato che la situazione sarebbe stata in continuo aggiornamento.

Per valutare infatti quali siano le conseguenze sui contagi delle restrizioni introdotte con l’ultimo DPCM servono almeno una decina di giorni.

Per molti però questi giorni sembrano essere davvero troppi e forse sarebbero necessarie misure ancor più importanti e stringenti.

Sembra che infatti siano stati adottati provvedimenti assai più restrittivi nelle ultime ore da parte degli altri enti preposti.

Per essere più precisi, le decisioni che stanno prendendo le Regioni, come ad esempio quelle di Fontana in Lombardia, e i sindaci delle principali città dopo gli alert sulla diffusione del contagio nei loro territori sembrano essere più restrittive rispetto al Governo.

Per questo nei banchi di governo oltre alla chiusura di piscine e palestre, si torna a parlare di coprifuoco.

Probabile nuovo DPCM in arrivo?

mascherina chi può non indossarla
mascherine e distanza di sicurezza from Pixabay

L’obiettivo del Governo sarebbe quello di giocare d’anticipo senza aspettare molto tempo.

A quanto pare per evitare che la diffusione non sia più contenibile si sta pensando di introdurre una misura molto importante.

Il coprifuoco notturno, che si sta valutando in queste ore, oltre ad anticipare la chiusura dei locali, come già previsto dal Dpcm in vigore, dovrebbe vietare gli spostamenti in modo tale da impedire così gli incontri ravvicinati che avvengono soprattutto tra i giovani e furi dall’orario di lavoro.

A tal proposito bisogna dire che questo tipo di misura in realtà nel Governo era già stata fortemente sollecitata dal capodelegazione del Pd e ministro della Cultura, Dario Franceschini, e dal ministro della Salute, Roberto Speranza.

Parere discordante era invece stato dato da altri esponenti del Governo, anzitutto il premier, Giuseppe Conte, che, con la mediazione di Francesco Boccia, ministro per gli Affari regionali, aveva preferito lasciare alle Regioni (e ai sindaci) la possibilità di inasprire i divietidestando non poche polemiche.

Contemporaneamente però, già all’indomani della pubblicazione del decreto presidenti di Regione e sindaci hanno presentato ordinanze con misure assai più severe di quelle previste dal Dpcm.

Infatti la Lombardia, seguita dagli avvertimenti e dalle ordinanze di De Luca in Campania, ha deciso per il coprifuoco dalle 23 alle 5 del mattino, oltre alla chiusura dei centri commerciali durante il weekend (esclusi alimentari e generi di prima necesstità).

Non solo, saracinesche abbassate e porte chiuse il fine settimana anche in Piemonte mentre a Torino, così come a Genova e Roma stanno arrivando misure antimovida.

Sembrerebbe quindi che i Governatori delle regioni abbiano giocato d’anticipo, anche se questo non esclude un intervento su scala nazionale.

Secondo quanto riportato sul Sole24ore “questa seconda ondata, a differenza di quella di febbraio/marzo, non ha colpito solo il Nord ma si diffonde democraticamente dalle Alpi alla Sicilia. Allora il Governo, nonostante le proteste di diverse Regioni, decise di puntare su interventi generalizzati”.

Appare dunque chiaro che questa volta invece è stata privilegiata una strategia diversa.

Sembrano infatti meglio considerati i minilockdown mirati, come appunto quelli in Lombardia e Campania, rispetto ad una totale chiusura su scala nazionale.

I minilockdown però potrebbero rivelarsi insufficiente. Ecco perché si torna a parlare di coprifuoco generalizzato e non è da escludere che la decisione possa arrivare entro appunto una decina di giorni.

Secondo infatti la parte del Governo pro al coprifuoco su scala nazionale, adottando la misura sarebbe più probabile riuscire ad evitare di essere costretti tra un mese ad adottare , a poche settimane dal Natale, provvedimenti ancora più stringenti.

“Vogliamo evitare a tutti i costi un nuovo lockdown” continua a ripetere il premier che ha lasciato ai governatori il compito di chiudere le zone dove proprio non si può adottare alternativa.

Sembra quindi che il premier continui ad essere contrario.

 

Seguiranno aggiornamenti. Che sia nell’aria già un nuovo DPCM?

 

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