Donne e Coronavirus: ecco in cosa sono migliori degli uomini

Secondo i dati statistici raccolti dalla Bocconi di Milano le donne stanno gestendo meglio l’emergenza Coronavirus e sono più responsabili. Perché questo accade? E cosa ci dice della nostra società?

Irritazione da mascherina
Mascherina Foto:Adobe Stock

Lo studio dell’Università Bocconi pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy Sciences ha messo in evidenza una netta differenza di comportamento tra gli uomini e le donne nella ricezione e nella messa in pratica delle indicazioni di sicurezza che permettono ai cittadini dei vari paesi di contribuire al controllo del numero di contagi.

dati sono stati raccolti tra Marzo e Aprile 2020 coinvolgendo oltre 21.600 intervistati in tutto il mondo. Tra i paesi coinvolti ci sono stati L’Australia e la Nuova Zelanda, ma anche Francia, Italia, USA e Austria.

L’obiettivo dello studio era “scattare una fotografia” dei comportamenti dei cittadini di tutto il mondo, appartenenti a varie fasce d’età, alle prese con la pandemia. Questo avrebbe permesso di individuare quali comportamenti fosse necessario correggere e su quali fosse necessario intervenire direttamente per migliorare la risposta della popolazione alle indicazioni sanitarie.

Il quadro che ne è emerso ha messo in luce un dato inaspettato. A colpire l’attenzione non sono le differenze di comportamento tra i cittadini di vari paesi, quanto la differenza di atteggiamento di uomini e donne verso il rispetto delle norme e nei confronti dei nuovi comportamenti da adottare per modificare le proprie abitudini.

Le donne sono meglio degli uomini (a combattere il Coronavirus)

Ursula Von der Leyen che indossa la mascherina from Instagram

Il Coronavirus è un problema grave? Questa è stata una delle domande che sono state poste a coloro che hanno fatto parte del campione di studi della Bocconi. Oggi la risposta a questa domanda sembra molto scontata: il Coronavirus è sicuramente un problema molto grave, ma bisogna comprendere che molti mesi fa, quando la pandemia era solo all’inizio, le persone non si erano fatte ancora un’idea precisa come quella che abbiamo oggi.

Ad ogni modo, nelle interviste di Marzo il 59% delle donne era già convinta che il Coronavirus sarebbe stato un problema grave per il mondo, e la pensava così solo il 48,7% degli uomini.

Ad Aprile le percentuali sono scese a causa del fatto che le misure di contenimento messe in atto nei vari paesi avevano restituito ai cittadini un senso di fiducia nel futuro, eppure la differenza tra uomini e donne rimane molto alta. Ad Aprile il 39,6% delle donne era ancora convinto che il Coronavirus fosse un problema grave, mentre solo il 33% degli uomini condivideva la stessa opinione.

Un’altra domanda consisteva nell’indicare quanto si fosse d’accordo con le misure prese dai vari governi per contrastare il Coronavirus: obbligo per l’utilizzo di mascherine, distanziamento sociale, contingentamento eccetera. Si poteva quantificare la propria approvazione indicando un valore su una scala da 1 a 100: la media dei voti espressi a Marzo dalle donne è stata di 54,1 mentre quella gli uomini solo 47,7. Ad Aprile si è verificato un abbassamento dei “voti”, ma la differenza di genere è rimasta sostanziale: 42,6 per le donne contro 37,4 per gli uomini.

Anche per quanto riguarda l’attenersi alle istruzioni per proteggere la propria salute, i dati hanno indicato che l’88,1% delle donne le seguiva scrupolosamente a Marzo contro il 77,6% degli uomini. Ad Aprile le donne che continuavano a credere che fosse strettamente necessario seguire le indicazioni erano il 77,6% e gli uomini solo il 71,8%.

Paola Profeta è una delle ricercatrici che ha preso parte al progetto e ha voluto evidenziare anche un’altra serie di differenze nelle risposte fornite dai cittadini.

Innanzitutto le differenze di genere aumentano all’aumentare dell’età: questo significa che nelle fasce d’età più giovani donne e uomini la pensano grossomodo alla stessa maniera. Tra gli anziani c’è una netta differenza nel comportamento di uomini e donne.

I motivi, come si può facilmente intuire, sono di carattere culturale. Maschi e femmine delle nuove generazioni ricevono un’educazione simile, quindi è simile il loro atteggiamento nei confronti del pericolo e del recepimento delle istruzioni.

A colpire in modo particolare, un dettaglio: le donne sono molto più attente a tossire nel gomito piuttosto che nella mano come si faceva prima della pandemia. Si tratta di una misura altruista, che protegge gli altri e non chi la mette in pratica e che gli uomini trascurano nella maggior parte dei casi.

Un tempo, invece, maschi e femmine erano educati in maniera differente. Le donne erano educate alla prudenza e alla cura di se stesse e degli altri, mentre i maschi venivano educati a fare affidamento sulla propria forza e sulla propria individualità più che sulla prudenza e sulla necessità di attenersi alle regole.

Inoltre le differenze tra le risposte dei due generi diminuiscono all’aumentare del reddito aumentano al diminuire del reddito. Significa che donne e uomini appartenenti alle fasce più povere della popolazione del mondo si comportano in maniera molto diversa. Al contrario, donne e uomini delle fasce più ricche si comportano in maniera molto simile.