Nuovo DPCM Conte: compiti dei sindaci in casi particolari. La polemica

Con il nuovo DPCM vengono introdotte alcune novità in ogni settore. Scopriamo assieme il ruolo importante dei sindaci.

una piazza come esempio , Perugia  from pixabay

Con il nuovo DPCM sono state introdotte molteplici novità.

Il Presidente Conte ha rassicurato gli italiani che riusciremo a superare questa fase se osserviamo le regole prescritte.

In questo caso specifico il DPCM dispone che i sindaci potranno disporre la chiusura al pubblico, dopo le ore 21, di vie o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, fatta salva la possibilità di accesso e deflusso agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private.

Il Presidente del Consiglio dei ministri nella conferenza di ieri ha cercato anche di dire un netto “no” ad un probabile lockdown.

A tal proposito molto importante sono state le dichiarazioni del premier che specificato che la strategia da adottare non è e non potrà essere la stessa della primavera. “In questi mesi abbiamo lavorato intensamente” ha dichiarato.

La polemica dei sindaci e la risposta del Governo

 

Secondo quanto dichiarato dal Presidente e previsto nel nuovo DPCM, i sindaci potranno chiudere dopo le 21 piazze e vie della movida.

Sembra però che la parola “sindaci” sia scomparsa dal testo del dpcm che sarà in vigore fino al 13 novembre.

L’Anci, attraverso il Presidente Decaro, ha mostrato non poco disappunto sulla faccenda, dicendo che la responsabilità non può essere scaricata solo sui sindaci anche perché la polizia locale no è tenuta ad occuparsi del Covid.

Inoltre, il Presidente dell’Anci ha anche annunciato che non parteciperanno più ai lavori della cabina di regia governo-enti locali.

In risposta al nuovo DPCM, che fa fronte alle difficoltà dovute agli aumenti di focolai, sono state dure le parole del Sindaco di Bergamo, Giorgio Gori che dichiarato che ha anticipato che nel testo definitivo è stato tolto il riferimento esplicito ai Sindaci che c’era nella bozza, citato da Conte in conferenza stampa.

“Non si dice a chi competerebbero quelle misure: se ai Sindaci, ai Prefetti, ai Presidenti di Regione. Né con quali mezzi si possano attuare”. Ha dichiarato il sindaco di Bergamo Giorgio Gori.

Il Sindaco di Bergamo si è poi scagliato sull’applicabilità di quanto disposto nei confronti, presumibilmente, dei sindaci.

“Per chiudere una piazza con cinque vie d’accesso  servono almeno 10 agenti. Chi li ha? Poi però, dice il DPCM, bisogna consentire l’accesso agli esercizi commerciali e alle abitazioni. Come si controlla? E se la gente si sposta e si assembra nella via accanto? Inapplicabile” ha aggiunto il Sindaco di Bergamo.

La risposta da parte del Governo è arrivata dal Ministro per gli Affari Regionali, Boccia che ha difeso l’operato del Governo tentando una mediazione fra le parti.

Da parte delle regioni invece è giunto un appello dal presidente del Veneto Zaia, la cui regione fu al centro di una polemica mediatica per la mancata attivazione dell’app Immuni, che ha chiesto più autonomia sulle misure per le Regioni. 

Nella polemica è poi intervenuto il Viminale.

Secondo infatti quanto dichiarato, con il nuovo Dpcm lo Stato non abbandona i Comuni né li investe di responsabilità improprie.

I primi cittadini, che sono autorità sanitarie locali, saranno ovviamente supportati in tutto dai Prefetti, negli appositi Comitati provinciali di ordine pubblico, dichiara il Viminale..

Proprio con i Prefetti e nei Comitati Provinciali, dichiara il Sottosegretario all’Interno con delega agli Enti Locali, Achille Variati, si potranno valutare casi particolarmente delicati in cui , se risultasse necessario, opportuno e possibile, si potrà procedere con la chiusura al pubblico di strade o piazze.

Mumbai, figure femminili su semafori e segnali stradali (Getty Images)
 semafori e segnali stradali (Getty Images)

Seguiranno aggiornamenti.

 

 

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