Coronavirus, peggiora la situazione in Sicilia e scattano le zone rosse

0
99

Il governatore della Regione Siciliana Nello Musumeci ha stabilito quattro zone rosse, due nuove. 

Sicily region of Italy flag waving cloudy sky background 3D illustration

In attesa di un nuovo DPCM, nella regione Siciliana dopo l’annuncio avvenuto nella giornata di ieri da parte dell’assessore alla Salute Ruggero Razza oggi è arrivato il provvedimento ufficiale.

I comuni di Sambuca di Sicilia, in provincia di Agrigento, e Mezzojuso in provincia di Palermo, a partire dalle 14 di oggi (sabato 17 ottobre) sono diventate zone rosse lo erano già il comune di Galati Mamertino in provincia di Messina e e Villafrati, nel palermitano.

Il provvedimento si è reso necessario a causa dell’aggravarsi della situazione epidemiologica, evidenziata dalle due Asp territorialmente competenti che hanno confermato la presenza di cluster locali.

Cosa cambia con la dichiarazione di zona rossa

Covid-19 un gruppo sanguigno meno esposto
Adobe Stock

Con il nuovo provvedimento sarà vietata la circolazione, a piedi o con qualsiasi mezzo pubblico e/o privato, all’interno del territorio comunale, fatta eccezione per indifferibili esigenze lavorative o situazioni di necessità e motivi di salute, ma anche per l’acquisto o il consumo di generi alimentari e l’acquisto di beni di prima necessità, per una sola volta al giorno.

Si prediligerà lo smart working, con la promozione, da parte dei datori di lavoro pubblici e privati, della fruizione di ferie e congedi per i propri dipendenti.

Cambierà anche la situazione per le scuole. Le lezioni di ogni ordine e grado saranno sospese e insieme ad esse anche tutte le attività ludiche, culturali e feste di vario genere (compresi eventi sportivi). Sospese anche le cerimonie religiose e civili, ad eccezione di funerali ai quali potranno partecipare massimo 15 persone.

Nei paesi è consentivo il transito esclusivamente per l’ingresso e l’uscita di prodotti alimentari, sanitari e di beni e/o servizi essenziali. Inoltre, è consentita la circolazione dei residenti o domiciliati  nei Comuni interessati, esclusivamente per garantire le attività necessarie per la cura e l’allevamento degli animali, nonché per le attività imprenditoriali non differibili in quanto connesse al ciclo biologico di piante, purché condotti a titolo individuale.