Hai la pelle atopica? Quali comportamenti evitare per stare meglio

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Chi ha la pelle con tendenza atopica soffre costantemente di piccoli fastidi che possono abbassare drasticamente la qualità della vita. Ecco cosa fare per limitarli il più possibile.

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La pelle atopica o a tendenza atopica si caratterizza per una particolare secchezza, che si manifesta con maggiore intensità in particolari aree del corpo, come l’interno delle ginocchia e dei gomiti, le mani e i piedi.

Una caratteristica inconfondibile della pelle atopica è la sua alta pruriginosità: tutti coloro che hanno questo tipo di pelle avvertono costantemente il bisogno di grattarsi in più punti del corpo, spesso provocandosi piccole ferite ed escoriazioni.

Com’è facile intuire grattarsi è un comportamento nocivo per la salute della pelle e non fa altro che peggiorare la situazione. Una delle principali raccomandazioni dei dermatologi è infatti quella di non grattarsi o, almeno, di grattarsi il meno possibile. 

Come sanno tutti coloro che soffrono di questa particolare condizione della pelle, resistere alla tentazione di grattarsi si trasforma rapidamente in una vera e propria tortura. Per questo motivo, piuttosto che mettersi nelle condizioni di non doversi grattare, è molto meglio porsi nelle condizioni ideali per limitare il prurito, evitando di compiere gesti e e attività che potrebbero aumentare il desiderio di grattarsi.

Cosa fare (e cosa non fare) se si ha la pelle a tendenza atopica

pelle tendenza atopica
(Pixabay)

Per gestire al meglio i fastidi che nascono dalla pelle con tendenza atopica bisogna concentrarsi principalmente su quattro macro areee: l’ambiente che ci circonda, l’abbigliamento che indossiamo, lo sport che decidiamo di praticare e infine le vacanze che scegliamo di trascorrere.

Ambiente: caratteristiche ideali per la pelle atopica

La prima cosa che bisogna sapere, se si soffre di pelle a tendenza atopica è che la polvere è il nostro peggior nemico.

La polvere infatti tende a essere veicolo di allergeni che, se riescono ad annidarsi e a infiltrarsi nella pelle atopica, danno luogo a reazioni allergiche che saranno sempre un po’ più gravi rispetto a quelle che si genererebbro in soggetti allergici ma con una pelle normale.

Per questo motivo è assolutamente fondamentale trascorrere tempo in ambienti puliti e possibilmente non polverosi. Da evitare ambienti con moquette, tende di tessuto pesante, tappeti.

La temperatura all’interno dell’ambiente dove si trascorrono molte ore al giorno dev’essere moderata. Deve cioè non essere troppo calda non essere troppo fredda. Per equilibrare la temperatura di una stanza rispetto all’ambiente esterno sarà bene areare frequentemente i locali evitando così anche il ristagno di aria (e di polvere).

Abbigliamento: i tessuti nemici della pelle atopica

La lana e le fibre sintetiche tendono a irritare moltissimo la pelle atopica, quindi sarebbe molto meglio evitare di indossare questi materiali a diretto contatto con la pelle.

In inverno, stagione in cui il problema diventa serio, sarà molto meglio indossare capi di cotone sotto i maglioni e i capi di lana, scegliendo possibilmente maglie e camicie a maniche lunghe, in modo da non lasciare scoperte le braccia.

Le etichette interne dei capi sono spesso fonte di fastidiose irritazioni, dal momento che sono realizzate in tessuti sintetici, semi rigidi e spigolosi. 

Un occhio di particolare riguardo dev’essere utilizzato al momento del lavaggio dei capi, che dovrebbero essere sempre lavati con poco detersivo, possibilmente con poco ammorbidente senza additivi disinfettanti al lavaggio.

Un accorgimento importante è quello di risciacquare sempre accuratamente i capi, per evitare che residui di detersivo e ammorbidente entrino troppo a lungo in contatto con la pelle.

Sport: quali evitare per evitare fastidiosi pruriti

Chi ha la pelle atopica dovrebbe evitare sport come il rugby o il football, che obbligano necessariamente l’atleta a entrare in contatto con terra e polvere provocandosi, al contempo, ferite e lesioni cutanee che peggiorerebbero la tendenza atopica della pelle.

Unico altro avvertimento è quello di evitare il contatto con il cloro, quindi di evitare il nuoto in piscina. Il cloro, infatti, secca moltissimo la pelle e potrebbe peggiorare progressivamente la tendenza all’atopia. 

Questo non significa che chi ha la pelle atopica non possa praticare nuoto in piscina. Significa semplicemente che sarebbe meglio praticarlo in un momento di remissione della patologia, cioè quando la pelle è in buone condizioni generali di salute, e aver cura di sciacquarsi subito dopo essere usciti dalla piscina con acqua tiepida e senza sapone, per liberare la pelle dai residui di cloro che potrebbero danneggiarla.

 

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Vacanze: sole sì o sole no?

Il sole e la pelle atopica hanno un rapporto molto conflittuale. Infatti, il sole riesce a migliorare le condizioni della pelle atopica se si tratta di una situazione poco grave, ma peggiora drasticamente le cose se la pelle si trova in una condizione di grande stress.

Le vacanze ideali per chi ha la pelle atopica sono in alta montagna al mare, a patto che si trascorra tempo in una zona ben ventilata e che si scelgano principalmente spiagge di sassi o con sabbia non troppo fine.

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