Morbillo e vitamina A, perché una carenza aumenta i rischi

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Numerosi studi hanno dimostrato che una scarsa assunzione di vitamina A accentua i rischi di malattie legate al morbillo. Come rimediare?

Morbillo e vitamina A adobestock

La relazione tra morbillo e Vitamina A è molto stretta, anche se spesso non la prendiamo in considerazione. Un a malattia che colpisce tipicamente i bambini, ma può arrivare anche in età adulta e per questo le difese immunitarie sono importanti.

Gli ultimi dati e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità confermano che ogni anno oltre150 mila bambini e ragazzi in tutto il mondo muoiono di morbillo. Succede soprattutto nelle zone meno sviluppate, quelle in cui il sistema immunitario è più mancante di vitamina A, fondamentale contro il morbillo.
Sono Paesi che lamentano un livello elevato di malnutrizione infantile e quindi un rischio maggiore di esposizione. La malattia invece, con un sistema immunitario forte, non rappresenterebbe un rischio. Ma questo ci insegna che serve una profonda integrazione di vitamina A per rafforzare il sistema immunitario e limitare così i rischi derivanti dal morbillo.

Tutti i bambini ai quali viene diagnosticato il morbillo dovrebbero quindi assumere almeno due dosi di integratori di vitamina A nelle prime 24 ore. Una cura semplice, destinata anche ai bambini potenzialmente sani, perché previene i rischi collaterali della malattia. Ad esempio le polmoniti oppure i problemi agli occhi.

Le dosi e gli alimenti ricchi della vitamina A

Morbillo Catania

L’’utilizzo degli integratori di vitamina A, come hanno dimostrato alcune recenti ricerche, aiuta a ridurre il numero di morti per morbillo almeno del 50%. Questo perché aumenta le riserve immunitarie e difende l’integrità delle cellule epiteliali

Il dosaggio raccomandato è di 100 000 UI (sigla che sta per Unità Internazionale) per via orale al momento della diagnosi per i bambini di età inferiore ai 12 mesi. Sale a 200 000 UI per i bambini di età maggiore. Ma se il bambino presenta altri segni di carenza di vitamina A, deve essere somministrata una terza dose entro 4 o al massimo 6 settimane. Tutto questo ovviamente dietro parere del pediatra curante

Dove possiamo trovare normalmente la vitamina A? In quantità importanti nel fegato di animali di terra e di mare. Ma anche nei caroteni contenuti nei vegetali come carote, spinaci, zucca gialla, pomodori, cicoria, rape oltre che in frutta come meloni gialli, albicocche e cachi.

Spinaci
Spinaci (Pixabay photo)

Nei Paesi in via di sviluppo questi alimenti scarseggiano o proprio non esistono. Le principali cause di carenza infatti sono un’alimentazione deficitaria di vitamina A oppure quando il, soggetto è colpito da malattie della tiroide o di cattivo assorbimento, come ad esempio nel celiaci. Quindi il nostro consiglio finale è quello di rivolgersi sempre al pediatra.