COVID-19, si abbassa l’età media dei contagiati: uno studio lo conferma

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Il Governo ha varato il nuovo Dpcm con relativa stretta a feste ed eventi privati, intanto le statistiche dalla Lombardia registrano un sensibile abbassamento dell’età media nei contagi.

COVID-19, aumentano i contagiati più giovani (Getty Images)
COVID-19, aumentano i contagiati più giovani (Getty Images)

La stretta da parte del Governo è arrivata, il nuovo Dpcm è in vigore e avrà valenza per i prossimi trenta giorni. A ribadire, qualora ce ne fosse ulteriormente bisogno, che la lotta al Coronavirus non è ancora finita. Nel nostro Paese – che pure sta meglio rispetto ad altri in Europa sul piano dei contagi – e altrove.

Tornando a noi, l’adeguamento alla situazione vigente, con la curva dei contagi in aumento e il successivo auspicio di rientrare nei ranghi di una situazione quantomeno “accettabile” numericamente, i primi riscontri statistici sottolineano un’inversione di tendenza nel batterio. Almeno sul piano dell’attecchimento: se, nei primi mesi della pandemia, il COVID-19 si scagliava principalmente contro i più anziani, con la seconda ondata abbiamo un sensibile e considerevole abbassamento dell’età media. Attualmente i soggetti maggiormente colpiti restano coloro che hanno tra i 20 e i 40 anni.

COVID-19, i dati dalla Lombardia: l’età media dei contagiati si è abbassata

COVID-19, cresce il contagio fra persone di 20 e i 40 anni (Getty Images)
COVID-19, cresce il contagio fra persone di 20 e i 40 anni (Getty Images)

Il dato, che sta facendo riflettere, arriva dalla Lombardia (fra le zone d’Italia più colpite dal Coronavirus) attraverso lo studio portato avanti dal Professor Antonio Pesenti, Direttore del dipartimento Anestesia e rianimazione del Policlinico e coordinatore delle terapie intensive nell’Unità di crisi della Regione, che traduce ciascun presentimento in una mappatura ben precisa (e poco fraintendibile) di come il virus si stia propagando senza badare alla “carta d’identità”.

Se le ragioni anagrafiche non bastano, non resta che fare riferimento a quelle numeriche, allora si potrà notare come in Lombardia hanno riscontrato (soltanto nel mese di settembre) 1321 contagiati fra i 20 e i 40 anni contro i 314 malati tra i 70 e i 79 anni o i 188 ottantenni. La statistica parla chiaro, così come il Professore che puntualizza: “Chiediamo ai più giovani di rinunciare all’Happy Hour e agli aperitivi per qualche settimana, il sacrificio servirà a non capitolare nell’inverno”.

Anche se l’impressione è quella di avere a che fare già con quantità considerevoli di persone contagiate, perché se l’età resta un fattore importante (ma pur sempre assolutamente relativo in certe situazioni), a rimanere rilevante (oltre che piuttosto alta) è l’incidenza di contagio. Senza contare che possibili asintomatici aleggiano come mine vaganti dal punto di vista batteriologico, una fetta di persone che, differentemente dalle altre, potrebbe veicolare il COVID-19 in maniera del tutto inconsapevole. Perlomeno inizialmente.