Ligabue e la sua verità sulla foto del bacio gay (e sulla sigaretta)

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Luciano Ligabue ha parlato per la prima volta della foto del bacio gay che gli è stata attribuita e ha fatto chiarezza su tutti i suoi vizi.

Ligabue foto gay
Luciano Ligabue (Instagram)

La fotografia pubblicata da Dagospia ha fatto letteralmente il giro d’Italia ed è stata visualizzata dal moltissimi dei fan di Luciano.

Molti di loro erano convinti fin dal principio che l’uomo dal viso coperto dai pixel, intento a baciare un altro uomo non fosse il cantante di Correggio, dal momento che corporatura, abbigliamento e taglio di capelli non sembravano coincidere.

Nonostante tutto, però, sono stati in moltissimi coloro che si sono convinti del fatto che Ligabue fosse stato davvero “pizzicato” a baciare un uomo, quindi a intrattenere una relazione omosessuale al di fuori del matrimonio con l’amatissima Barbara Pozzo, la donna che il Liga ha sposato appena sei anni fa.

In occasione della presentazione del nuovo libro sulla sua carriera, Luciano ha colto al volo l’occasione per parlare della questione e per fare un po’ di chiarezza.

Luciano Ligabue e l’ironia sul bacio gay che gli hanno attribuito

Luciano Ligabue
Luciano Ligabue (Instagram)

Non ha mai voluto parlare molto della propria vita privata, figurarsi se avrebbe mai parlato volentieri del proprio orientamento sessuale: Luciano Ligabue è un artista molto discreto, perfettamente in grado di separare “palco e realtà”.

Quando però il gossip si introduce in maniera poderosa nella sua vita, nemmeno Ligabue può ignorarlo a lungo. Il cantautore di Correggio si è infatti trovato costretto a commentare pubblicamente la notizia del bacio gay che ha cominciato a circolare da qualche giorno e che lo ha visto tra i possibili protagonisti.

A mettere sul tavolo la “patata bollente” è stato Massimo Cotto, coautore con Luciano del libro È Andata Così, il romanzo che racconta i (primi) 30 anni di carriera di Ligabue. L’occasione è stata proprio la presentazione del libro scritto a quattro mani, davanti a molti addetti stampa che, probabilmente, non aspettavano altro che gettarsi nella cronaca rosa.

“Quindi non sei tu quello nella foto?” ha chiesto Cotto al cantante, con una punta di malizia.

“Massimo, se comincio a fumare ti avviso prima” ha commentato Ligabue, facendo riferimento al fatto che, mentre lui non ha mai fumato, l’uomo ritratto nella foto aveva una sigaretta in mano mentre baciava l’altro protagonista della foto alla Stazione di Milano Centrale.

“Non sono io, attenti alle fake news, minano la credibilità e l’immagine delle persone” ha sottolineato Ligabue. Di certo quest’affermazione potrebbe essere considerata un’arma a doppio taglio, dato che potrebbe essere interpretata come l’affermazione che la credibilità di un uomo etero sia minata dalla notizia che quell’uomo sia gay.

Molto più probabilmente, invece, Ligabue si riferiva al fatto che, se fosse stato lui l’uomo ritratto nella fotografia, avrebbe significato che da anni il cantante conduce una doppia vita, diviso tra figli, famiglia e “amicizie” omosessuali.

Tra l’altro la caccia al cantante misterioso era andata avanti per parecchio e alla fine i social avevano individuato due possibili candidati: Nek, per il taglio di capelli e il bracci sinistro tatuato, e il Liga, per i pesanti anelli e i molti bracciali indossati alla stessa mano.

In tutto questo ad aver fatto la figura peggiore è stata proprio la testata web diretta da Fabrizio D’Agostino: il direttore è stato accusato di aver tentato di “costringere” all’outing un personaggio pubblico (chiunque fosse) proprio nei giorni in cui si celebra il Coming Out Day (11 Ottobre). L’outing, cioè il rivelare dettagli dell’orientamento sessuale di una persona senza che la persona in questione sia d’accordo e sia al corrente, è una vera e propria forma di violenza per la comunità LGBT+.

Nel frattempo qualcuno deve aver mosso le vie legali contro Dagospia, che ha rimosso l’articolo nella speranza che la cosa venga rapidamente dimenticata e che gli appassionati di “gossip lgbt” tornino a concentrarsi sulla storia di un uomo che ha organizzato il proprio coming out volontariamente, liberamente e in diretta nazionale: Gabriel Garko.