I bambini giapponesi sono più obbedienti: scopriamo il motivo

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Vi siete mai chiesti perché i bambini giapponesi a differenza di quelli occidentali siano più obbedienti e meno capricciosi? Scopriamo i motivi.

bambini giapponesi più obbedienti
Bambini giapponesi (Adobe Stock)

Se vi siete sempre chiesti come mai i bambini giapponesi fanno molti meno capricci di quelli occidentali proveremo a darvi una risposta.

Perché i bimbi in Giappone sono molto più pacati e obbedienti ai genitori? Si tratta innanzitutto di una questione culturale ma non solo.

Molto dipende anche dall’educazione impartita dalle madri giapponesi ai loro figli. E dal loro modo di crescerli. Scopriamo di più.

Ecco il motivo per cui i bambini giapponesi sono più obbedienti

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Una mamma e il suo bimbo (Adobe Stock)

I giapponesi sono culturalmente ligi alle regole e ai doveri. Non a caso il Giappone è uno dei paesi con un indice di criminalità tra le più basse al mondo. Parallelamente anche i bambini nipponici si dimostrano molto più obbedienti e meno capricciosi di quelli occidentali. Ma qual è il metodo educativo utilizzato in Giappone?

I bimbi rispettano le regole perché in primis seguono il buon esempio che i genitori giapponesi offrono costantemente ai loro figli. Oltre al diverso approccio culturale, inoltre, le famiglie giapponesi promuovono valori come empatia, armonia e attaccamento. A testimonianza, esiste anche uno studio compativo di diversi modelli educativi di società differenti. Il ‘Discipline in early childhood’ pubblicato dall’Associazione del Kansas sulla Salute Mentale nell’Infanzia e nella Prima Infanzia.

Se da un lato in Giappone i bambini obbediscono e imparano a comportarsi come adulti, dall’altro lato in casa sono molto dipendenti dai loro genitori, specialmente dalla madre. Una dipendenza che, anzi, viene incoraggiata.

Grazie alla vicinanza con i genitori i bambini riescono a smorzare quei comportamenti capricciosi, tipici invece di quelli occidentali. In pratica, la madre è una figura sempre presente nella vita del bambino fino all’adolescenza la cui educazione non sarà delegata né ai nonni, come spesso accade da noi, né tanto meno alle baby sitter. La mamma è un punto di riferimento per il bambino, con cui vive in simbiosi almeno fino ai 3 anni di età del piccolo.

Il legame molto stretto che le madri giapponesi instaurano con i propri figli è uno dei pilastri di questo metodo educativo. Ad esempio in Giappone i bambini dormono insieme alla loro mamma praticando il co-sleeping almeno fino al compimento dei 6 anni del bambino.

Un rapporto quindi molto intimo, e visti dall’esterno potrebbero essere considerati quasi come un tutt’uno. Fino ai 3 anni il piccolo seguirà passo passo la madre che si porterà il suo bambino ovunque lei vada. Infatti solo dai 3 anni in poi inizierà la scolarizzazione e difficilmente i bambini andranno all’asilo prima dei 3 anni.

Inoltre, a differenza del metodo educativo occidentale che è basato sull’impartire regole e punizioni, le madri giapponesi spiegano ai figli come le loro azioni possano influenzare i sentimenti e i comportamenti degli altri, non solo delle persone, ma anche di animali o cose. Empatia, è dunque il sentimento alla base dell’educazione nipponica. Considerare quello che si provocherà negli altri comportandosi in un certo modo.

La madre giapponese per correggere suo figlio utilizza la persuasione stimolando anche il senso di vergogna, se necessario. In questo modo eviterà quegli scontri che innescano quei comportamenti tipici di ribellione dei bambini quando sono in preda a urli e capricci.

Più che imporre una regola in Giappone si cerca di educare con gentilezza. Ad esempio nel metodo occidentale un genitore dirà a suo figlio: “Metti a posto la cesta dei giocattoli”. Una madre giapponese invece direbbe: “Cosa dovresti fare ora con la cesta dei giocattoli?” In questo modo il piccolo cercherà di fare del suo meglio per farsi vedere responsabile e diligente nei confronti di sua madre.

Se però il piccolo non vuole soddisfare la richiesta della madre, quest’ultima capirà che forse il bambino in quel momento non è pronto a recepire il messaggio, magari perché è stanco o perché è preso da altro.

Scopri anche come puoi aiutare il bambino a gestire le sue emozioni.

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Il rapporto madre figlio è molto stretto in Giappone (Adobe Stock)

La madre giapponese non rimprovera il bambino con urla o a parole ma semplicemente con un’espressione del viso. Se il bambino percepisce che c’è una tensione farà di tutto per non rompere l’armonia con la madre.

I genitori nella cultura giapponese fanno di tutto affinché i figli si sentano amati e rispettati. Sicuramente la pazienza è una virtù che i giapponesi hanno e che si unisce alla compassione e alla bontà d’animo.

E voi mamme proverete ad adottare questo metodo?