I social contro Clio Make Up: tutto per un correttore (non inclusivo)

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Non è frequente vedere gli utenti dei social contro Clio Make Up,  amatissimo personaggio della sfera web italiana, ma i suoi prodotti son stati considerati poco politically correct.

Clio Make up polemica
Clio Make Up (Instagram)

Pochi giorni fa Clio era eccitatissima mentre presentava una linea di prodotti alla quale ha spiegato di aver lavorato per molto tempo.

Si tratta di un correttore fluido a cui è stato dato il nome di Oh My Love. Clio ha sempre insistito moltissimo sull’importanza di scegliere buoni prodotti per la base trucco, soprattutto che siano in grado di fondersi perfettamente con l’incarnato.

Proprio per questo motivo, dopo aver ottenuto una formulazione fluida e luminosa, Clio Zammatteo ha chiesto ai suoi specialisti di produrre un gran numero di toni per il suo nuovo correttore, in maniera che Oh My Love potesse adeguarsi alle esigenze del maggior numero possibile di clienti.

Il problema è nato nel momento in cui i clienti in questione hanno scoperto che delle 14 tonalità di Oh My Love solo una era dedicata agli incarnati davvero scuri e altre due agli incarnati mulatti.

Perché i social non avrebbero dovuto sparare a zero contro Clio Make Up

Trucco rinfrescante con Clio Makeup
Clio Makeup You Tube

Le polemiche social contro Clio Make Up sono partite essenzialmente da Twitter ma si sono allargate a macchia d’olio anche a Instagram.

Il succo della questione è che, secondo gli utenti che si sono schierati contro la scelta aziendale di Clio, la make up artist avrebbe dovuto dividere la linea esattamente a metà, creando sette correttori per pelli chiare e sette correttori per pelli scure.

Per molti la scelta di escludere le persone dalla pelle scura dalla vendita dei prodotti di Clio sarebbe stata una scelta deliberata e consapevole, addirittura socialmente inaccettabile.

I commenti più feroci sono arrivati da Twitter, come accade sempre per quanto riguarda tematiche politiche o temi sociali: “Cosa le costava aggiungere altre colorazioni? Nel 2020 creare un correttore con 14 colorazione di cui solo 3 scure non è più un errore, è una scelta consapevole di ignorare una parte della popolazione”.

“Quanto può essere difficile su 14 tonalità farne 7 per gli incarnati chiari e 7 per gli incarnati scuri?” si è chiesto, forse retoricamente, un altro utente di twitter.

L’apice è stato raggiunto probabilmente da una ragazza (bianca) che ha scritto: “Se nel 2020 fai uscire dei prodotti con uno shade range del genere sinceramente puoi pure tenerteli”

Le critiche ricevute devono aver fatto molto male alla Zammatteo, che aveva fatto letteralmente di tutto non soltanto per includere persone nere nei suoi video pubblicitari ma anche per abbattere le barriere di genere che ancora esistono in merito all’utilizzo di prodotti di make up.

Molti dei modelli scelti da Clio infatti sono uomini, sia bianchi sia neri. Purtroppo, secondo il popolo dei social, questa scelta così politicamente corretta non è bastata: Clio avrebbe dovuto fare di più.

Fortunatamente pe la Zammatteo però sui social ci sono anche persone che comprendono la sua scelta e che la sostengono. Secondo i suoi difensori social, infatti, la scelta di Clio Make Up è stata dettata esclusivamente da motivazioni economiche. 

Le clienti di Clio Make Up sono infatti per lo più donne bianche, che hanno trovato utili i consigli di Clio proprio perché Clio è bianca e, al principio della sua carriera, utilizzava come modella per i propri video e i propri trucchi esclusivamente se stessa (abitudine che in realtà non ha perso nemmeno adesso, come dimostra il suo video sul trucco pensato per la mascherina).

Le clienti attuali di Clio, che distribuisce i suoi prodotti principalmente in Italia, sono quindi per la maggior parte bianche. A livello economico è più sensato produrre prodotti per donne bianche che saranno venduti con più facilità piuttosto che produrre grandi quantità e grandi varietà di prodotti per incarnati scuri che rimarrebbero sicuramente invenduti.

Infatti, come ha sottolineato un utente più moderato:

“Il 99% delle persone che seguono Clio è bianco, lanciare tante tonalità per gente scura sarebbe stato un suicidio, anche perché l’azienda di Clio è gestita completamente da lei e dal marito” ha tentato di spiegare un altro utente.

Forse il politically correct in Italia ci sta prendendo un po’ troppo la mano? Eppure Clio era “fuggita” dagli States non soltanto per gli effetti devastanti della pandemia, ma anche per l’atmosfera sempre più tesa che si era generata dopo la morte di George Floyd.