Movida, possibile sferzata del Governo: chiusura anticipata bar e ristoranti

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Possibile stretta sulla movida notturna per via dei contagi in aumento, il Governo esclude un nuovo lockdown ma fa appello alla responsabilità dei cittadini: regole più stringenti su mascherina e distanziamento. Ipotesi chiusura anticipata di bar e ristoranti.

Movida notturna, il piano del Governo per bar e ristoranti (Getty Images)
Movida notturna, il piano del Governo per bar e ristoranti (Getty Images)

Il numero di contagi nel nostro Paese continua a salire, mentre prosegue la disputa sull’obbligo di mascherine anche all’aperto nel nostro Paese e sulla complessità di effettuare i tamponi al drive-in nelle grandi metropoli italiane (Milano e Roma) in seguito a ingorghi e problemi di viabilità, si affronta anche il tema assembramenti.

Essere responsabili va bene, protetti e in sicurezza anche meglio, ma persiste il nodo mezzi pubblici che complica l’aspetto primario del distanziamento sociale: la capienza estesa all’80% non favorisce le distanze da tenere. Alcune fotografie, scattate e diffuse sui social, preoccupano il Governo che medita sul da farsi.

Movida notturna, il piano di Conte: possibile anticipo sulla chiusura di bar e ristoranti

Movida notturna, ipotesi chiusura anticipata per bar e ristoranti (Getty Images)
Movida notturna, ipotesi chiusura anticipata per bar e ristoranti (Getty Images)

Così come sta pensando, qualora dovesse esserci un’ulteriore impennata di contagi, ad una stretta riguardo l’orario di chiusura di bar e ristoranti: si anticipa tutto, per mettere un freno (con le dovute maniere) alla movida notturna. Fra le cause principali di assembramento e mancato rispetto della distanza, stando ai riscontri più recenti. Gli esercenti, tuttavia, sono sul piede di guerra: “Chiediamo maggiori tutele, nel caso di chiusure anticipate rischiamo di perdere altri possibili clienti”. Ancora una volta, la questione economica si frappone a quella sanitaria.

In questo eterno dilemma fra sostentamento economico e prevenzione, si barcamena la politica italiana che deve (necessariamente) fare da raccordo a queste due necessità impellenti: occuparsi di tutto e al meglio, non è facile ma deve essere possibile se l’Italia vuole tentare di arginare questo momento storico piuttosto critico e altamente imprevedibile. Il Premier Conte esclude un nuovo lockdown, ma i principali esponenti del Comitato tecnico-scientifico sottolineano: “In questa situazione non possiamo escludere nulla a priori”. Si naviga a vista, dunque, con la scienza che predica prudenza e moderazione mentre la classe politica si trova a dover gestire sempre maggiori complessità. Niente è scontato, soltanto le preoccupazioni che oramai sono all’ordine del giorno.