COVID-19, Unione Europea, possibile accordo sui viaggi: di che si tratta

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L’Unione Europea pensa ad una mappa comune che definisca il tasso di rischio contagio per evitare ulteriori pericoli nel corso di eventuali spostamenti da uno Stato all’altro. La decisione potrebbe essere presa in maniera definitiva il prossimo 13 ottobre al Consiglio Affari Generali.

Unione Europea, l'idea per viaggiare in sicurezza (Getty Images)
Unione Europea, l’idea per viaggiare in sicurezza (Getty Images)

Libertà di movimento, un concetto tanto semplice quanto complesso in tempo di pandemia. Il senso di questo ossimoro è radicato nelle cifre, altamente preoccupanti, di contagi in tutta Europa dall’avvento del COVID-19: 6 milioni di casi, una quantità che crea ben più di un campanello d’allarme. Concetto che, però, ancora stride con quello della chiusura delle frontiere.

Nel continente, infatti, su questo aspetto è sempre valso il libero arbitrio – nonché il potere decisionale – dei singoli Stati. Ci sono più fronti da tener presenti, una serie di esigenze che poi fanno capo, inevitabilmente, all’economia. La circolazione di persone favorisce, fra le altre cose, il libero mercato: importazioni, esportazioni di merci e via discorrendo. Chiudere le frontiere, dunque, non è mai una soluzione completamente accettabile. Perlomeno nel mondo globalizzato.

Unione Europea, verso un accordo per viaggiare: al vaglio una mappa comune

Unione Europea, possibile soluzione per gestire i viaggi interni (Getty Images)
Unione Europea, possibile soluzione per gestire i viaggi interni (Getty Images)

L’Unione Europea, quindi, sta cercando di fare una quadra attraverso le consultazioni dei suoi stati membri, per mettere a punto un piano che limiti il flusso di circolazione – con i possibili rischi e contagi – senza impedirlo completamente. Un atto verso quella salvaguardia dei diritti primari che è principio cardine in alcuni Paesi: importante la riscoperta del valore della libertà abbinato, però, a quello della prudenza e della responsabilità.

Ragion per cui è al vaglio una mappa, contraddistinta da diversi colori, in ausilio ai viaggiatori nei vari stati di appartenenza per evidenziare le zone maggiormente a rischio: soluzione che potrebbe indurre coloro che si spostano con maggior frequenza ad evitare certe zone e, qualora fosse necessario, chiudere soltanto determinati punti di un Paese e non l’intero territorio a possibili arrivi.

Europa, mappa per viaggiare: sarà divisa in base al rischio di contagio

L’accordo su questo tema potrebbe arrivare il prossimo 13 ottobre al Consiglio Affari Generali. In procinto anche un’armonizzazione della durata dell’autoisolamento che, al momento, varia da un Paese all’altro. La mappa del rischio di trasmissione del virus sarà aggiornata settimanalmente dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie.

Ci saranno quattro colori: verde, arancione, rosso e grigio che varieranno in base all’incidenza cumulativa dei casi di COVID-19 su 100mila abitanti a livello regionale nei 14 giorni precedenti, al numero di test positivi rispetto ai test effettuati e il numero di test su 100mila abitanti svolto nell’arco di una settimana.