A Parigi chiusi i bar e altre attività: toccherà anche all’Italia?

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Parigi prossima al nuovo lockdown: il governo francese chiude bar e altri locali. La nuova strategia potrebbe essere esportata in Italia.

Lockdown parigi
(Pixabay)

L’hanno definita stop and go: la nuova strategia del governo Francese contro il Coronavirus sembra essere un’alternanza di aperture e di chiusure controllate, stabilite in base ai dati relativi ai nuovi positivi ma soprattutto alle condizioni di coloro che, dopo essere stati ritrovati positivi al tampone per due volte, hanno avuto bisogno di ospedalizzazione e soprattutto di terapia intensiva.

Sono infatti i dati dei nuovi ricoveri ad aver allarmato le autorità: a Parigi il tasso di incidenza è attualmente di 260 contagi su 100.000 persone. Particolare preoccupazione è stata causata dal dato relativo agli over 65: per questa fascia, considerata a rischio, il limite massimo di tolleranza per l’incidenza del contagio è di 100 ogni 100.000 persone e recentemente è stata raggiunta la quota 110.

Purtroppo la situazione comincia a essere difficile anche negli ospedali, dove attualmente i pazienti ricoverati per Coronavirus occupano il 36% dei letti ai disposizione. La sanità francese si è già trovata nella difficile situazione di dover rinviare operazioni programmate al fine di far posto agli ammalati di Coronavirus.

Il paradosso della Pandemia, quindi, potrebbe ripresentarsi: le persone malate, ma non affette da Coronavirus, potrebbero non ricevere cure adeguate a causa dell’iperlavoro a cui sono sottoposti gli ospedali nazionali a causa dell’emergenza sanitaria.

Quali sono nel dettaglio le misure adottate dal governo francese e come incideranno sull’economia nazionale? Il nuovo modello “a intermittenza” sarà applicabile anche in Italia?

La Francia tenta una nuova formula per il lockdown: le notizie da Parigi

Parigi lockdown
(Pixabay)

Per i prossimi 15 giorni bar di Parigi rimarranno chiusi, mentre i ristoranti potranno continuare a lavorare a patto che rispettino le stringenti regole di sicurezza che oltralpe vengono definite “all’italiana”: misurazione della temperatura alla porta, prenotazione obbligatoria dei tavoli, tavolate non più numerose di 8 persone, distanza si sicurezza interpersonale di 1,5 metri tra un cliente e l’altro.

Tra i motivi per cui il provvedimento di chiusura ha toccato soltanto i bar e non i ristoranti ci sono le furiose proteste dei ristoratori che nelle ultime ore hanno portato all’attenzione del governo la necessità di sostenere la ristorazione evitando una nuova chiusura che potrebbe condurre a un vero e proprio disastro economico per innumerevoli attività.

Tra le altre misure adottate, anche il divieto di consumare alcool in strada: l’obiettivo è impedire che persone ubriache possano esporre se stesse e gli altri al rischio di contagio non mantenendo la distanza di sicurezza e altri comportamenti sicuri.

Completamente chiuse invece palestre e piscine, luoghi in cui impedire il contagio è letteralmente impossibile. Agli adulti rimane consentito lo sport all’aperto, mentre ai bambini e agli adolescenti è ancora consentita la pratica sportiva in luoghi chiusi, purché vengano rispettate misure e distanze di sicurezza.

Tra i paradossi francesi però quelli dei raduni sportivi: i raduni con più di mille persone sono ancora autorizzati, ma le scuole e le università saranno tenute a potenziare la didattica a distanza poiché le sedi scolastiche e accademiche potranno contenere esclusivamente la metà degli studenti.

Proprio per questo il sindaco di Parigi, Anna Hidalgo, ha parlato per la prima volta di una strategia stop and go: “Entriamo in una fase nuova, il virus resterà nelle nostre vite per molto tempo. La vita sociale, economica e culturale deve continuare, anche se con un ritmo diverso” ha detto la prima cittadina della capitale francese.

Esercizi commerciali differenti da bar, piscine e palestre rimarranno invece normalmente aperti a patto di consentire l’ingresso ad un massimo di due clienti alla volta.

 

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Per questo motivo l’amministrazione ha deciso per un fermo breve delle attività, che potrebbero essere riaperte se, nel giro di 15 giorni, i contagi dovrebbero tornare ad abbassarsi sotto il livello di guardia. Un modello simile, che permetterebbe alle attività commerciali di rimanere a galla – anche se con grande difficoltà – evitando la bancarotta, potrebbe essere una soluzione di mediazione che potrebbe essere adottata anche in Italia qualora nel nostro Paese si presentasse la stessa situazione a cui attualmente stanno facendo fronte Marsiglia e Aix-en-Provence oltre naturalmente, a Parigi.