Secondo lockdown in Italia? Il governo: “Nessuna chiusura, più rigore”

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L’Italia non dovrà sopportare un secondo lockdown: è quello che promette il governo per scongiurare gli effetti di una nuova crisi economica.

conte coronavirus
(Screen shot Instagram)

Mentre la Francia sta sviluppando una nuova strategia per far fronte al nuovo crescere dei contagi, il governo italiano rimane fermo nel suo proposito di evitare il secondo lockdown.

Nessuna chiusura anticipata per i locali, nessuna limitazione della libertà dei cittadini a qualsiasi ora del giorno e della notte: è l’obiettivo che le istituzioni italiane si stanno ponendo da diverse settimane, cioè dal momento in cui dopo il picco estivo dei contagi da Coronavirus, l’Italia ha dovuto tornare a fare i conti con lo spettro del virus ma, soprattutto, con quello della crisi economica.

La crisi spaventa gli italiani più profondamente del virus: la chiusura forzata delle attività commerciali italiane, soprattutto quelle legate a intrattenimento e ristorazione potrebbe mandare completamente alla deriva un comparto importantissimo della nostra economia. Per questo motivo il governo ha stabilito di intensificare le misure di sicurezza per limitare i contagi senza dover ricorrere a un nuovo lockdown.

Misure più stringenti: maggiore sicurezza per non costringere l’Italia al lockdown

Ministro Roberto Speranza
Ministro Roberto Speranza (Instagram)

“Escludiamo nuovi lockdown, ma per escluderli abbiamo bisogno di evitare i contagi. Proprio perché l’obiettivo è non dover tornare a nuovi lockdown dobbiamo aumentare attenzione e rigore nel contenimento del virus” ha dichiarato il Ministro dell’Economia.

A tranquillizzare gli animi però sono arrivate le comunicazioni ufficiali da Palazzo Chigi, sede del Governo: “Il Governo Italiano non ha intenzione di chiudere ristoranti, bar e locali come si legge su alcune testate, né di anticiparne l’orario di chiusura introducendo, di fatto, un coprifuoco” si legge in una nota ufficiale.

Il ministro per le infrastrutture e i trasporti Paola dei Micheli afferma inoltre che anche la capienza dei mezzi pubblici e in particolare degli autobus non sarà ridotta come accaduto alcuni mesi fa.

Quali sono allora le misure che verranno adottate su per limitare la nuova circolazione del virus, che tanto preoccupa scienziati e amministratori?

Innanzitutto le mascherine sono tornate obbligatorie anche all’aperto e su tutto il territorio nazionale: è una proposta del Ministro della Salute Roberto Speranza per limitare il più possibile i contagi, che stanno risalendo soprattutto tra la fascia più giovane della popolazione italiana.

Inoltre, a fronte della relativa autonomia di cui le Regioni hanno goduto nel corso degli ultimi mesi, nel nuovo provvedimento del governo si impone che le Regioni non adottino misure restrittive meno rigorose di quelle attivate dal Governo su scala nazionale.

La scorsa estate sono state proprio le norme più lasche varate da alcune regioni a massimizzare la diffusione del virus soprattutto nelle città turistiche e nelle località marittime: il caso più lampante è stata la Sardegna, che ha ospitato i principali focolai estivi italiani.

Quella italiana sembra quindi una direzione completamente differente rispetto al cosiddetto “stop and go” messo in atto dalla Francia nelle ultime ore. Sarà solo il tempo a dire quale delle due si rivelerà più efficace per gestire l’emergenza sanitaria e allo stesso tempo salvare l’economia.