Omicidio di Lecce: il killer voleva scrivere un messaggio con il sangue

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Continuano gli aggiornamenti sull’omicidio di Lecce: Antonio De Marco voleva lasciare un messaggio scritto sul muro. Tutti i dettagli.

Omicidio Lecce
Antonio De Marco e le sue vittime, Eleonora e Davide (Instagram)

Continuano ad emergere nuovi dettagli sul terribile caso di Lecce.

Nelle intenzioni dell’assassino ci sarebbe stato anche l’idea scrivere un messaggio sul muro.
Nella sua borsa, però, non sono state rinvenuti strumenti per scrivere.

Ecco l’inquietante ipotesi.

Omicidio Lecce: l’assassino voleva lasciare un messaggio con il sangue

omicidio di Lecce
auto della polizia (fonte: Pexels)

Continuano ad aggiungersi particolari alla notizia, di soli pochi giorni fa, del terribile assassinio di Lecce.
I dettagli dell’efferato crimine hanno, infatti,fatto rabbrividire l’opinione pubblica.

Antonio De Marco, un giovane di soli 21 anni, ha confessato l’omicidio e rivelato il terribile movente dietro l’atto.

L’assassino aveva con sé numerosi bigliettini, sui quali aveva riportato tutti i passaggi per commettere l’omicidio.

Appena entrato: legare tutti, accendere tutti i fornelli e mettere l’acqua a bollire; scrivere sul muro

Sui biglietti, quindi, si legge chiaramente l’intenzione del giovane di lasciare scritto un messaggio sul muro.
Forse la dichiarazione di quell’amore che, non corrisposto, ha portato al precipitare degli eventi.

Ma nella sua borsa non sono state ritrovate bombolette, pennarelli o altri strumenti adatti a scrivere.
E dire che Antonio si era preparato per bene: su ogni foglietto sono indicati le quantità ed i prodotti da usare per portare avanti il suo terribile piano.

La terribile ipotesi degli inquirenti è che l’intenzione del giovane fosse quella di lasciare un messaggio sul muro scritto con il sangue.

La notizia, sconvolgente, si inserisce nell’analisi del quadro psicologico dell’assassino. Nell’atto di convalida del fermo Michele Toriello (il Giudice per le Indagini Preliminari, Gip, di Lecce) afferma che l’atto è stato “lucidamente pianificato“.
La gravità dell’assassinio, sommata alle terribili indicazioni trovate sui bigliettini hanno delineato il profilo di un killer lucido e spietato.

Pulizia: lei acqua bollente candeggina; lui, acqua bollente candeggina; poco prima uscire soda. Nastrare le dita; prendere i guanti; coprire testa; cambio maglietta, vestizione, prendere coltello e fascette, slacciare carpe

Queste parole hanno spinto il giudice a sottolineare come la precedente condotta da incensurato di De Marco insieme alla sua giovane età non siano fattori da tenere in considerazione.

Il duplice assassinio, perpetrato con crudeltà e senza motivi scatenanti, è stato, poi, seguito da un “raggelante corredo di condotte crudeli ed atroci (la preventiva tortura) delle vittime“.

Ad aggravare il tutto, inoltre, la notizia che nei giorni successivi il killer ha frequentato normalmente le lezioni universitarie e partecipato anche ad una festa di compleanno.

Tutto con un atteggiamento calmo e rilassato, che non ha destato sospetti tanto da incontrare anche qualcuno per strada dopo l’omicidio senza destare troppi sospetti.

Lo si evince anche dalle riprese di alcune telecamere di sicurezza, che De Marco pensava di aver eluso, dove l’assassino viene ripreso immediatamente dopo l’atto mentre si allontana dal luogo dell’omicidio con passo sciolto e rilassato.

omicidio lecce
Auto dei carabinieri (fonte: Pixabay)

Il piano di De Marco sarebbe forse andato a buon fine se le due vittime, Eleonora e Daniele, non avessero reagito.

Forse è proprio a causa della reazione delle due vittime che Antonio De Marco ha perso i bigliettini che sono stati fondamentali, poi, per incriminarlo.
Le urla, le grida, il tentativo di fuga di lui ed il combattere di entrambi, inaspettato da parte dell’assassino, hanno scombussolato il suo piano.

Una magra consolazione, questa, anche se è un conforto sapere che l’assassino dell’omicidio di Lecce è stato preso.