Olio da frittura e tumore al seno: il rischio di malattia è alto

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Non solo il cuore e le arterie a rischiare grosso riutilizzando l’olio per frittura: Molti studi hanno dimostrato il collegamento con il tumore al seno

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Quale collegamento c’è tra lolio da frittura riutilizzato, che utilizziamo normalmente in cucina, e il tumore al seno? Un nesso diretto, anche se spesso ce ne dimentichiamo. A ricordarcelo arrivano puntualmente alcune ricerche mediche che danno risultati chiari e senza discussione perché i rischi potenziali sono alti.

Uno degli ultimi studi è stato promosso dalla Illinois University e ha fatto luce sui pericoli legati all’olio da frittura riutilizzato. Infatti può agire come causa scatenante delle tossine che determinano la crescita delle cellule tumorali, così come delle metastasi. Inoltre può provocare cambiamenti nel metabolismo dei lipidi.

L’esperimento in particolare prevedeva che un gruppo di topi fosse alimentato con olio di soia fresco, non riscaldato. Un altro gruppo invece con olio che invece era stato scaldato più volte come può succedere con una frittura.

In una seconda fase tempo gli scienziati dell’università americana hanno iniettato nei topi alcune cellule di cancro al seno, simulando il carcinoma mammario in stato avanzato.

Olio per frittura e tumore al seno, i risultati dello tsudio

Tumore al seno, IStock
tumore al seno

Cosa è emerso dallo studio? Passate tre settimane, i tumori dei topi che avevano consumato l’olio cotto più volte e quindi con sbalzi termini avevano registrato una crescita delle metastasi quattro volte superiore ai topi che invece avevano consumato l’olio di soia fresco.

Analizzando i due gruppi, i ricercatori hanno scoperto anche un’altra cosa. I tumori metastatici al polmone nelle cavie alle quali era stato dato olio per frittura usato più volte mostravano una proteina chiave, detta Ki-67.

Questa normalmente è associata alla crescita cellulare. In più in questo gruppo di animali è risultata modificata la genetica nel fegato.

La spiegazione finale è una sola: quando è riutilizzato l’olio, i trigliceridi si distruggono e ossidano gli acidi grassi liberi. Così rilasciano l’acroleina, una sostanza chimica tossica che ha forti proprietà cancerogene.

Quindi, oltre al rischio potenziale di malattie cardiache, adesso sappiamo che riutilizzare l’olio per frittura può scatenare anche le cellule tumorali.

cibi fritti
Fonte:Pixabay

E allora come riutilizzare l’ilio per friggere usato in cucina? Esistono ormai in tutta Italia centro di recupero degli oli esausti e alcune amministrazioni comunali lo raccolgono anche per trasformarlo in carburante biodegradabile non tossico.

Ma forse non tutti sanno che può essere usato, ovviamente freddo, prima della depilazione per ungere la pelle o dopo la depilazione per eliminare i residui della ceretta.