Morta famosa influencer cinese: l’ex marito le diede fuoco in diretta

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L’influencer cinese Lamu è morta a seguito delle gravi ustioni riportate dopo l’aggressione dell’ex marito: continua la violenza sulle donne in Cina.

influencer cinese morta
Lamu, influencer cinese (Instagram)

Era famosissima sulla versione cinese di Tik Tok ed era amata dai suoi moltissimi follower per la sua genuinità e per la scelta di non utilizzare il make up nella realizzazione dei suoi video.

Sposata e con due figli, Lamu ha preso la decisione di divorziare dal marito appena dopo la fine del lockdown in Cina e, da questa sua decisione si è scatenata la catena di eventi che ha avuto un duplice effetto: causare la sua morte e mettere in evidenza quanto sia diffuso e allo stesso tempo sommerso il fenomeno della violenza sulle donne nella Repubblica Popolare cinese.

Morta Lamu, l’influencer cinese che voleva fuggire dal marito violento

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Lamu (Instagram)

Su Douyin, la versione cinese di Tik Tok, Lamu aveva 782.000 follower. Conosciuta ma soprattutto amatissima dai suoi seguaci, sui suoi canali social Lamu parlava principalmente della vita a contatto con la natura e con gli animali.

Lo scorso 14 Settembre Lamu era intenta a trasmettere un video in diretta social quando il video della sua telecamera è stato improvvisamente oscurato e i follower che erano rimasti in collegamento hanno cominciato a sentire in diretta le urla dell’influencer.

Si è scoperto nelle ore successive che Lamu aveva subito un’aggressione in casa propria e che a mettere in pericolo la sua vita era stato l’ex marito, il cui cognome è Tang.

Tang si era introdotto nella casa in cui Lamu viveva armato di un coltello e di una tanica di benzina. Dopo aver minacciato la sua ex moglie, Tang l’ha cosparsa di benzina e le ha dato fuoco, dileguandosi successivamente dall’abitazione.

La giovane è stata portata nell’ospedale più vicino per poi essere successivamente trasferita nell’ospedale provinciale di Sichuan, meglio attrezzato per fornirle le cure di cui Lamu aveva bisogno. Dopo aver combattuto per due settimane tra la vita e la morte l’influencer è morta il 30 Settembre per le conseguenze delle ustioni riportate sul 90% del corpo.

A scatenare la furia omicida dell’ex marito dell’influencer è stata la decisione della donna di chiedere una prima volta il divorzio e di non cedere alle richieste di risposare l’ex marito. Il divorzio era divenuto effettivo lo scorso Maggio.

I motivi per cui Lamu aveva deciso di separarsi dal marito erano tristemente noti all’interno della sua famiglia: il cognato di Lamu ha riportato che l’influencer si era confidata con la sorella e le aveva rivelato che il marito la picchiava spesso.

Un episodio di particolare gravità era anche stato denunciato alla polizia che, però, non aveva fatto nulla per proteggere Lamu dal marito violento.

Dopo il divorzio ognuno degli ex coniugi aveva ottenuto la custodia di uno dei loro due figli, spaccando letteralmente la famiglia a metà. Tang minacciò di uccidere il figlio che aveva in custodia se Lamu non fosse tornata sui suoi passi e non avesse accettato di risposarlo.

L’influencer, terrorizzata, decise di accettare ma le violenze domestiche continuarono, tanto da indurre la donna a fuggire nuovamente dal marito e chiedere un secondo divorzio, stavolta ottenendo la custodia di entrambi i bambini.

Non accettando la caparbietà della moglie e ancora meno di aver perso completamente il controllo su quella che era la propria famiglia, l’uomo ha deciso di compiere il folle gesto che è costato la vita a Lamu.

Il caso della morte dell’influencer cinese ha avuto una risonanza mediatica impressionante in Cina, dove oltre 70 milioni di persone hanno utilizzato l’hashtag riferito alla sua morte. Il caso ha anche riportato all’attenzione pubblica la necessità di fermare la violenza domestica che le donne cinesi subiscono spessissimo dai loro mariti, spesso senza denunciare alcun episodio.

Recentemente nella Repubblica Popolare Cinese è stata introdotta anche una legge che consente ai coniugi un lasso di tempo di tre settimane dal momento della richiesta del divorzio: in quell’arco di tempo la coppia ha il diritto legale di ripensarci e annullare il procedimento.

Questa misura legale, pensata per dare alle famiglie cinesi una seconda possibilità, è stata denunciata come estremamente pericolosa per le donne cinesi, che nel corso di quelle tre settimane sono esposte a ogni tipo di violenza da parte del marito e degli altri familiari per convincerle a ritirare la richiesta di divorzio.

 

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Un post condiviso da Malaysia Shorts (@malaysiashorts) in data:

La pandemia di Coronavirus e il conseguente, lunghissimo lockdown a cui sono state costrette milioni di famiglie in tutto il mondo ha causato moltissimi divorzi nell’ultimo anno. Anche l’Italia, ovviamente, non si è salvata dall’ondata di separazioni causate dalla convivenza forzata: i dati parlano chiaro.