Boom contagi Coronavirus in Veneto: focolai tra stranieri e bambini

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Dopo durissimi mesi di pandemia e dopo aver vissuto un periodo di relativa calma, le autorità del Veneto tornano a fare i conti con i nuovi focolai di Coronavirus.

test rapido coronavirus
misurazione della febbre (fonte: Pexels)

Sono 445 i positivi registrati in Veneto nell’arco delle ultime 24 ore. Si tratta di numeri altissimi, soprattutto se messi in relazione a quelli, molto più bassi, delle ultime settimane.

La nuova diffusione del virus ha coinvolto principalmente cittadini stranieri, molti dei quali si trovavano in Italia insieme alle loro famiglie per lavorare nella sede Fincantieri di Venezia.

Un secondo focolaio è scoppiato nel centro di accoglienza ospitato nella ex caserma Zanusso a Oderzo, in provincia di Treviso.

Il Presidente Zaia ha annunciato le nuove misure di gestione dell’emergenza che saranno messe in atto nelle scuole per individuare subito i bambini positivi ed evitare di obbligare alla quarantena intere classi.

Le cause del boom di contagi di Coronavirus in Veneto

luca zaia
Luca Zaia, Presidente della Regione Veneto (Instagram)

Fincantieri ha dovuto fare i conti con un ampio focolaio di Coronavirus scoppiato nelle famiglie di molti dipendenti indiretti dell’azienda, per lo più provenienti dal Bangladesh e dipendenti di una ditta subappaltatrice. Mentre 40 casi erano stati registrati nelle scorse settimane, nella sola Mestre nelle ultime 24 ore sono stati individuati ben 91 nuovi positivi.

Il gigante dell’industria navale italiana ha specificato che le procedure di sicurezza attive nel cantiere di Venezia, dove si è da poco ultimata la costruzione della Costa Firenze, sono perfettamente adeguate e che il contagio tra i lavoratori che hanno operato nelle scorse settimane sul cantiere non è avvenuto all’interno dell’orario e dell’ambito di lavoro ma a casa.

I lavoratori bengalesi attivi sul cantiere veneziano di Fincantieri, infatti, convivono spesso con familiari e altri colleghi, in nuclei abitativi che hanno favorito la diffusione del contagio. Successivamente, prima che si manifestassero i sintomi, le persone poi riconosciute come positive si sono recate a lavorare in cantiere. 

Il focolaio è stato individuato grazie a un controllo di massa che ha interessato oltre 300 persone, sottoposte a tampone prima della partenza per Malta, nelle cui acque territoriali la Costa Venezia sta effettuando la sua prima prova in mare.

Grazie ai dati raccolti attraverso lo screening di massa dei propri dipendenti, Fincantieri ha potuto risalire all’origine familiare dei contagi e a gestire in maniera appropriata l’isolamento degli infetti.

Nessun contagio invece tra i lavoratori diretti di Fincantieri: l’unico, un italiano, è risultato positivo dopo essere stato in vacanza fuori regione, quindi non ha contratto il virus a causa del contatto diretto con i colleghi.

L’altro grosso problema del Veneto è costituito invece dal focolaio scoppiato nel centro accoglienza migranti. Attualmente sono stati individuati 58 individui positivi, che hanno costretto le autorità a mettere in isolamento tutti gli ospiti del centro di accoglienza fino al prossimo 9 Ottobre. 

Il centro ospita attualmente 165 migranti e funziona grazie al lavoro di 14 operatori, sottoposti tutti ai tamponi rapidi. Le persone trovate positive sono state sottoposte a tampone e dovranno effettuare un nuovo tampone tra due settimane, inoltre le persone positive sono state sistemate in un’area della caserma separata da quella in cui sono ricoverati gli ospiti non contagiati.

Pubblicato da Luca Zaia su Venerdì 2 ottobre 2020

Per quanto riguarda il pericolo che i focolai di Coronavirus si sviluppino anche all’interno delle scuole, il Presidente Zaia ha reso note le procedure che verranno adottate nelle prossime settimane tramite un messaggio sul suo profilo ufficiale Facebook: “Partiremo con i tamponi rapidi nelle scuole. Nel caso di uno studente positivo verrà fatto il test rapido ai suoi compagni direttamente in classe, evitando il lockdown a tutti i ragazzi e l’effettuazione dei tamponi nei punti di accesso delle ULSS“.

Nel frattempo, mentre il Veneto tenta di contenere l’emergenza mettendo in atto una serie di procedure mirate, a Roma è scattato nelle ultime ore l’obbligo di mascherina anche all’aperto.