Covid-19: tampone ai bambini è rischioso? La Sip fa chiarezza

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Fare il tampone per verificare la positività o meno al Covid-19 è rischioso per i bambini? La Società Italiana di Pediatria fa chiarezza.

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Tampone per bambini (Adobe Stock)

Non bastava la preoccupazione dei genitori per il rientro a scuola e la maggior possibilità di contagio da Coronavirus per i propri figli. Nei giorni scorsi era emersa infatti anche la possibilità che fosse rischioso fare il tampone naso-faringeo per i più piccoli.

In particolare con una missiva il professore associato di Scienze Infermieristiche generali, cliniche e pediatriche all’Università degli Studi di Firenze, Filippo Festini, spiegava la rischiosità dei tamponi per i bambini e delle troppe prescrizioni che non tengono conto dei rischi intra-procedurali.

A fare chiarezza però e spazzare via i dubbi ci ha pensato la Società Italiana di Pediatria attraverso Paola Marchisio, presidente della sezione Lombardia della Sip.

La Sip chiarisce sulla rischiosità del tampone per i bambini

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Tampone per Covid-19 sui bambini (Adobe Stock)

A fare chiarezza sulla rischiosità dei tamponi naso-faringei per determinare la positività o meno dei bambini al Coronavirus è stata Paola Marchisio della Sip che ha spazzato via i dubbi rispondendo: “Se il tampone naso-faringeo è fatto bene non ci sono rischi né per i bambini né per gli adulti”. Come si legge sul sito della Sip.

Nei giorni scorsi, in particolare, si leggeva su Quotidiano Sanità che Festini segnalava:

“1) Rischio di rottura del tampone e conseguente inalazione. I tamponi standard sono provvisti di un punto di frattura per spezzare il bastoncino dopo il prelievo ed inserirlo in una provetta”. Festini ha segnalato come molti suoi colleghi abbiano riportato casi di tamponi rotti. Addirittura un bambino è deceduto in seguito alle procedure di rimozione di un pezzo di tampone inalato.
 
2) Rischio di lesioni alla mucosa nasale, orale e faringea. La stampa nazionale ha riportato molti casi di bambini prescolari giunti all’attenzione di specialisti per lesioni alle mucose causate dall’esecuzione del tampone”. Festini porta come esempio il fatto che il diametro della narice di un lattante è più piccolo di quello della punta del tampone standard. Quindi per inserirlo nella cavità nasale la narice deve essere forzata. “Nei giorni scorsi la stampa internazionale ha riportato il caso di un neonato deceduto a seguito di un sanguinamento inapparente causato dall’esecuzione del tampone”.

3) Il trauma psicologico per il bambino e l’allarme sociale causato alle famiglie (che nella quasi totalità dei casi risulta poi infondato)”. Soprattutto per i bambini prescolari. Si tratta, spiega ancora Festini che “è una delle poche procedure invasive per le quali non esistono tecniche cognitivo-comportamentali o farmacologiche locali efficaci a ridurre la paura ed il dolore nel bambino”.

Paola Marchisio però oggi sul sito della Sip ha dichiarato che “Fare bene quest’esame nei bambini vuol dire rispettare alcune regole. Il tampone deve essere eseguito da personale adeguatamente addestrato. Si deve utilizzare lo strumento adatto e il bambino deve essere tenuto fermo, non costretto, ma fermo per evitare che muova la testa. E’ una procedura sicuramente fastidiosa ma meno invasiva di un prelievo di sangue. Importante poi informare. Se a bambini e genitori viene opportunamente spiegato quello che si sta andando a fare, la procedura diventa non tanto diversa da quella del tampone faringeo che si esegue per la tonsillite”.

Inoltre, Marchisio sottolinea come “esistano tamponi diversi per adulti e bambini e quello per i piccoli è morbido e di plastica, il cui punto di rottura è a 10 centimetri dall’estremità, quindi non entra fin lì”.

“Importante – ribadisce Marchisio – è che l’esame sia eseguito da qualcuno che conosce l’anatomia del naso e che è addestrato a farlo”.

E prosegue: “Il bravo infermiere o il bravo medico che fa il tampone deve almeno grossolanamente misurare la distanza dalla punta del naso al naso faringe. Il tampone non può essere infilato solo due-tre centimetri ma di più, per qualche centimetro. La testa deve essere tenuta ferma in modo tale che il tampone penetri e il soggetto non possa muoversi o avere fastidio, proprio perché si entra in maniera inopportuna. Se la procedura viene eseguita in maniera adeguata, ossia lungo il pavimento del naso, con il tampone morbido e sottile, veramente non dà fastidio al bambino perché si segue l’anatomia del naso e poi è un esame veloce, dura il tempo di contare fino a 5”.

 

(fonte: Quotidiano Sanità e Società Italiana Pediatria)