Sclerodermia sistemica: cos’è, come si manifesta e quali organi interessa

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Non è tra le malattie più comuni, ma la sclerodermia sistemica può colpire le donne tre i 20 e i 50 anni. Scopriamo le cause principali e come si manifesta

Sclerodermia sistemica adobestock

Solo il nome incute timore, ma tra le forme di sclerosi che possono colpire le donne tra i 20 e 50 anni la sclerodermia sistemica è una delle più pericolose. Una malattia cronica e autoimmune, provocata dal sistema immunitario che attacca in maniera anormale parti dell’organismo che dovrebbe difendere.

Normalmente la sclerodermia sistemica compare con sintomi come l’indurimento della cute, che diventa più spessa. Ad essere colpite infatti sono le cellule endoteliali, che formano il rivestimento interno dei vasi sanguigni. Per questo il sangue circola in modo sbagliato nella cute portando ad una maggiore produzione di collagene, la proteina che costituisce il tessuto connettivo.

Sono due le principali forme di sclerodermia sistemica a seconda di quanta pelle è interessata. La forma più comune parte sempre in maniera acuta e si diffonde sulla cute con una fibrosi della pelle estesa a tutto il corpo. Ma può danneggiare anche gli organi interni del cuore, del polmone,e del tubo digerente. Solo in un numero minore di casi sono interessati anche i reni con un malfunzionamento della loro capacità-
Nella forma più lieve invece parte in maniera più lenta. I sintomi sono mani e piedi che diventano fredde e insensibili, cambiano colore se usciamo al freddo, soprattutto nella cute delle dita, sugli avambracci e nel viso. Provoca anche ipertensione arteriosa polmonare mentre solo raramente sono interessati i reni.

I sintomi per riconoscere la sclerodermia sistemica

mani anziane
Foto da AdobeStock

Quali sono i sintomi più comuni per riconoscere la sclerodermia sistemica? Si manifesta prima con la pelle che diventa pallida. Poi però subentra la cianosi, il caratteristico colore violaceo della pelle. E ancora, torpore e formicolii con una perdita temporanea della sensibilità alle mani, piedi, orecchie e naso.

Molto frequenti sono anche le ulcerazioni nelle punte dei polpastrelli delle dita e nelle nocche. Ma possono presentarsi debolezza muscolare, dolori articolari fino all’artrite, difficoltà ad inghiottire cibo, secchezza di occhi e bocca, una ridotta motilità dell’intestino con difficoltà digestive. In casi estremi anche difficoltà respiratorie, interessamento renale e del cuore con alterazione del ritmo cardiaco.

dolore spalla

Con il progredire della malattia la pelle appare tesa e lucida, il viso diventa una maschera e compaiono segni come dilatazioni di piccoli vasi sanguigni tipo ramificazioni sotto pelle. E poi
scricchiolii alle ginocchia, tendiniti, ulcere sulla punta delle dita o nelle zone delle articolazioni delle dita. Per tutto questo, lo specialista più opportuno al quale rivolgersi è il reumatologo.