Reddito di cittadinanza, Conte: “Serve una modifica”. No dei Cinque Stelle

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Il Premier Conte è al lavoro su una riforma che possa ridisegnare – nella sua totalità e concezione – il reddito di cittadinanza. Di Maio e il Movimento Cinque Stelle frenano: “Non serve cambiare il provvedimento, va soltanto applicato meglio”.

Conte, scontro con i Cinque Stelle sul reddito di cittadinanza (Getty Images)
Conte, scontro con i Cinque Stelle sul reddito di cittadinanza (Getty Images)

Il Governo continua a lavorare sulla ripresa economica del Paese, il Premier Conte ha rassicurato – nei giorni scorsi – quanto sia necessaria una nuova stagione di riforme. Concetto questo che sposa anche Nicola Zingaretti, Segretario del PD, che dopo il consenso dell’ultima chiamata elettorale (Referendum compreso) appoggia l’attuale Esecutivo scongiurando una rottura. La maggioranza, dunque, tiene: dello stesso avviso restano i Cinque Stelle, malgrado nel Movimento ci sia aria di tensione fra espulsi, presunti franchi tiratori e questioni legate alla leadership.

Di Maio, nel merito, predica calma e rivendica – a gran voce – il lavoro fatto dai pentastellati fino a questo momento: Uscire dalla crisi è una priorità– sottolinea il Ministro – ma serve coesione e soprattutto unità di intenti”. Il riferimento, nemmeno troppo casuale, è alla bagarre nuovamente scaturita sul reddito di cittadinanza: vessillo dei pentastellati di nuovo al centro di polemiche.

Reddito di cittadinanza, Conte punta a qualche modifica: “Così è fallimentare”

Conte al lavoro su alcune modifiche del reddito di cittadinanza (Getty Images)
Conte al lavoro su alcune modifiche del reddito di cittadinanza (Getty Images)

Spunto di riflessione sono i dati emersi da un recente studio de “Il Sole 24 Ore”: sono state formalizzate, ad oggi, soltanto 220.048 offerte formative oppure offerte di lavoro. Un dato troppo basso a fronte della mole di navigator investiti – e pagati per cercare di mettere in comunicazione i precari e i disoccupati con le aziende – sul tema. 1,23 milioni di persone tenute al patto di servizio.

Numeri che spaventano, in parte, e mettono in allarme un Paese che intende basare la propria ripresa economica attraverso la ripartenza del lavoro: l’economia non gira e neppure i lavoratori si sentono tutelati, almeno non abbastanza. Due fattori di rischio che l’Esecutivo intende arginare quanto prima, in tal senso le parole di Giuseppe Conte aprono a un ventaglio di nuove possibilità: “Il reddito di cittadinanza, così com’è, ha fallito. Va cambiato”, il Presidente del Consiglio tuona su Repubblica sottolineando come sarebbe opportuno togliere – eventualmente – il reddito a chi rifiuta sistematicamente offerte di lavoro. Chiesta, dunque, a gran voce una revisione del sussidio.

L’idea del “cervellone informatico”: i Cinque Stelle fanno muro

Conte punta a mettere in campo una sorta di cervellone informatico che metta in comunicazione – a livello nazionale – la domanda di lavoro di giovani e meno giovani con le offerte delle aziende. Il “cervellone”, così chiamato, permetterebbe altresì di scovare le persone, beneficiarie del reddito, che rifiutano una o più offerte di lavoro. Questo il proposito per la nuova riforma, su cui il Governo starebbe lavorando alacremente.

Nel frattempo, i pentastellati precisano: “C’è qualcuno, senza fare nomi, che vuole sabotare la nostra riforma. Chiediamo ai Comuni di approvare i regolamenti di pubblica utilità così da permettere di reclutare gli aventi diritto al reddito. Lo hanno fatto soltanto 400 amministrazioni”. Più accortezza oppure cambiamento radicale: gli opposti, stavolta, potrebbero finire per non attrarsi. La diatriba sul reddito di cittadinanza è appena cominciata, bisognerà capire in che misura inciderà sugli equilibri di un Paese già alle prese con parecchi nodi che, prima o poi, dovranno venire al pettine attraverso una forchetta di tempo sempre più labile.

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